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Ruolo delle bevande
zuccherate e dei succhi di frutta nell’epidemia diabetica
tra le donne
afroamericane
gennaio 2009 – Uno
studio pubblicato sugli
Archives of Internal Medicine
ha valutato
l’associazione tra assunzione di bevande zuccherate e succhi di frutta
con l’insorgenza di diabete di tipo 2.
La Dott.ssa Julie R.
Palmer e coll. (Boston, Massachusetts; USA), in particolare, hanno
analizzato il ruolo di tali bevande in una popolazione che sta pagando
un prezzo particolarmente elevato all’epidemia diabetica in atto negli
Stati Uniti (così come nella maggior parte del pianeta): le donne di
origine afroamericana, tra le quali l’incidenza di malattia è doppia
rispetto alle donne statunitensi di etnia bianca.
Giacché gran parte di
tale differenza è spiegabile con la maggiore prevalenza di sovrappeso e
obesità nei soggetti afroamericani, gli autori hanno analizzato le
abitudini nutrizionali e l’incidenza di diabete in 46.960 donne
intervistate tra il 1995 e il 2001, attraverso l’auto-compilazione di
questionari a cadenza biennale. L’incidenza di diabete di tipo 2 è
risultata correlare con una maggiore assunzione di bevande zuccherate e
succhi di frutta, alimenti che hanno una scarsa capacità saziante; dopo
aggiustamento per le variabili confondenti e gli altri fattori
dietetici, il rapporto del tasso d’incidenza relativo all’assunzione
>/=2 bevande zuccherate al giorno è risultato di 1,24 (IC 95% da 1,06 a
1,45), mentre quello dei succhi di frutta (un alimento generalmente
ritenuto un’alternativa sana alle bevande dolci, presso l’opinione
pubblica) di 1,31 (IC 95% da 1,13 a 1,52).
L’associazione tra
diabete e bevande zuccherate era quasi interamente mediata dal BMI
(indice di massa corporea), mentre quella con i succhi di frutta era
indipendente da esso. Gli autori ipotizzano che il rapido picco
glicemico provocato da questi liquidi, ricchi di zuccheri a rapido
assorbimento, giochi un ruolo nell’insorgenza dell’insulino-resistenza e
del diabete.
Arch Intern Med 2008;168(14):1487-1492
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