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Trapianto di pancreas

Il primo trapianto di pancreas è stato realizzato nel 1966 . A quell’epoca la probabilità di successo era così limitata, che solo pochi pazienti furono trapiantati fino al 1978. Il miglioramento dell’esito di questi trapianti è stato dovuto all’introduzione di nuovi farmaci immunosoppressivi, con particolare riferimento alla ciclosporina e alle globuline antilinfocitarie, a nuove tecniche chirurgiche e alla selezione di pazienti meno compromessi sul piano generale. In epoca recente il numero di trapianti è progressivamente cresciuto ogni anno . A fine 2005 circa 25.000 trapianti erano stati eseguiti nel mondo, assestandosi su circa 1500 trapianti l’anno. La distribuzione geografica vede il Nord America più avanti rispetto all’Europa . Nelle serie più recenti i dati del Registro Internazionale dei Trapianti di Pancreas indicano una sopravvivenza del paziente a un anno superiore al 90%. La maggior parte dei trapianti di pancreas viene eseguita nei pazienti diabetici che presentano insufficienza Il trapianto di pancreas viene eseguito in 3 condizioni cliniche, sempre in pazienti diabetici tipo 1: in caso di concomitante insufficienza renale si esegue il trapianto combinato rene pancreas (Simultaneous Pancreas-Kidney [SPK]), in caso di pregresso trapianto di rene si esegue il trapianto di pancreas dopo rene (Pancreas After Kidney [PAK]). in caso di diabete particolarmente instabile si esegue il trapianto di solo pancreas (Pancreas Transplant Alone [PTA]). La sopravvivenza del trapianto di pancreas a un anno, intesa come completa insulino-indipendenza, è del 82% nel caso di SPK, 71% nel caso di PAK e del 62% nel caso di PTA. renale terminale, candidati a trapianto di rene. L’obiettivo di questo approccio è quello di sospendere la terapia insulinica esogena, di arrestare le complicanze degenerative del diabete, di proteggere il rene trapiantato dal rischio di recidiva di nefropatia diabetica e di migliorare la qualità della vita. Il trapianto di pancreas da solo trova al momento indicazioni ancora limitate. Secondo l’American Diabetes Association (ADA) le indicazioni cliniche sono le seguenti: 1) storia di complicanze metaboliche (crisi ipoglicemiche, chetoacidosi) frequenti, acute e severe, che necessitino soccorso medico; 2) problemi clinici ed emotivi legati alla terapia con insulina tali da rendere il paziente gravemente handicappato; 3) provata inefficacia della terapia insulinica intensiva nel prevenire le complicanze acute del diabete. Queste condizioni vanno valutate e obiettivate mediante un approccio multidisciplinare che garantisca la fondatezza di questa valutazione. In questi pazienti, nei quali non sia ancora indicato il trapianto di rene e la conseguente terapia immunosoppressiva, bisogna valutare con estrema attenzione i benefici del trapianto di pancreas (insulino-indipendenza del 60-70%) con i rischi legati all’atto chirurgico e alla terapia immunosoppressiva, quali l’aumentato rischio di neoplasie.

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.