Neuroni da proteggere
Pare che il consumo abituale di tè
verde grazie all'elevato contenuto in polifenoli possa ridurre il
rischio d'insorgenza del morbo di Parkinson. Lo dimostra un nuovo
studio, per ora condotto sui ratti, che ha evidenziato una riduzione
della distruzione neuronale prodotta dai radicali liberi dell'ossigeno
tipica dell'invecchiamento che si ritrova accelerata nel Parkinson. In
precedenti esperimenti l'azione antiossidante dei quattro polifenoli
primari contenuti nelle foglie fresche di tè verde era già stata
dimostrata. Nello studio recente è stata utilizzata una miscela di
polifenoli che conteneva il 50% di epigallocatechina gallato (EGCG); 22%
di epicatechina gallato (EGC); 18% di epigallocatechina e 10% di
epicatechina (EC). I ratti sono stati suddivisi in gruppi diversi per la
percentuale di catechine che venivano loro proposte nella dieta come
liquidi al posto dell'acqua. Misurando successivamente i livelli di
radicali liberi dell'ossigeno, i livelli di NO e la perossidazione
lipidica delle cellule neuronali estratte dal cervello dei ratti, si è
potuto dimostrare che i polifenoli, tutti idrosolubili, inibivano
fortemente la perossidazione che veniva stimolata in vitro con un
potente ossidante. Inoltre diminuiva anche la morte neuronale. E' dunque
possibile che questo effetto antiossidante e protettivo osservato nei
neuroni dopaminergici dei ratti sia trasferibile nella stessa misura
all'uomo.
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Da NUTRIZIONE33
del
21 dicembre 2007 - Anno 2, Numero 44 |