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L'arteriosclerosi e il declino cognitivo
Uno studio statunitense ha
evidenziato una correlazione tra arteriosclerosi e il declino cognitivo.
Il Baltimore Longitudinal Study on
Aging, iniziato nel 1989, ha monitorato la rigidità arteriosa nei
partecipanti dai 60 anni in su, controllando la loro pressione
pulsatoria (cioè la differenza tra massima e minima e la velocità di
flusso del sangue dall’arteria carotide alla femorale). Sono indicatori
di provata affidabilità che hanno già evidenziato un rapporto con
l’ictus. Durante il periodo di osservazione, è emerso che i pazienti che
avevano i valori più elevati all’inizio dello studio evidenziavano un
maggiore declino delle capacità cognitive centrate su memoria e
attenzione.
Non erano, invece, influenzate altre
funzioni come la coordinazione tra occhio e mano o la capacità di
parola.
Secondo i ricercatori è un segnale
che non tutte le aree del cervello risentono dell’arteriosclerosi allo
stesso modo.
Un risultato confortante dello studio
è che, probabilmente, prevenendo i fattori di rischio che conducono
all’irrigidimento delle arterie, si potrebbe rallentare il declino
cognitivo nell’invecchiamento, ha commentato Shari R. Waldstein, della
University of Maryland, Baltimore County, uno degli autori dello studio.
Fonte: Waldstein S R
et al. Pulse Pressure and Pulse Wave Velocity
Are Related to Cognitive Decline in the Baltimore Longitudinal Study of
Aging. Hypertension published November 19, 2007. Mitchell Pb, Morris MJ.
Depression and anxiety with rimonabant. The Lancet 2007; 370.
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