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Evidenza
del concetto nei modelli sperimentali
Nel 1967 Paul
E. Lacy propose che il trapianto di isole (isole di Langerhans) avrebbe
potuto rappresentare una soluzione migliore rispetto al trattamento con
insulina esogena, in quanto esse contengono cellule che secernono
insulina, specificamente distrutte nel processo autoimmune associato con
la forma di diabete più severa (diabete di tipo 1). Con questo metodo,
nel 1972 egli fu il primo a convertire il diabete in un sistema di
modello di roditore nel quale il diabete veniva indotto chimicamente
(vedi oltre). Questi risultati iniziali dimostrarono il potenziale per i
trapianti di isole pancreatiche nel ripristinare il controllo metabolico
e nel prevenire lo sviluppo delle complicanze croniche del diabete.
Tuttavia risultò difficile riprodurre i risultati che erano stati
ottenuti nei modelli di piccoli animali in modelli di grandi animali, o
anche in modelli di diabete autoimmune nei roditori, come in
Non-Obese Diabetic (NOD) Mice, a causa della distruzione
immunologica delle cellule che producono insulina da parte del rigetto
del trapianto o del processo autoimmune.
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