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Miglioramento dei risultati clinici
Dall’iniziale
successo del trial di Pittsburgh, i risultati dell’allotrapianto clinico
delle isole erano ulteriormente migliorati in conseguenza
dell’ottimizzazione nella preparazione delle isole e dell’uso di regimi
immunosoppressori più efficaci. Inizialmente, il successo a lungo
termine era limitato dai protocolli immunosoppressivi che includevano
farmaci diabetogenici, come la combinazione di steroidi e inibitori
delle calcineurine. Questi agenti possono peggiorare in modo severo la
secrezione e l’azione dell’insulina, anche quando somministrati a dosi
basse di mantenimento. Recenti osservazioni in primati non umani hanno
dimostrato chiaramente che quando sono evitati i farmaci diabetogenici i
trapianti di isole mantengono a lungo l’insulino-indipendenza e
forniscono anche un miglioramento della funzione di secrezione
dell’insulina nel tempo. Da notare, in particolare, il successo
recentemente ottenuto nei trial clinici dal gruppo di Edmonton, che ha
introdotto l’uso della rapamicina nel trapianto di isole, permettendo
l’implementazione clinica di un protocollo privo di steroidi. Questo
miglioramento dell’immunosoppressione, in combinazione con infusioni
multiple da donatori differenti, risultò nel raggiungimento di insulino
indipendenza in 7/7 riceventi di trapianto di isole in una iniziale
serie di pazienti. Un’elevata percentuale di insulino-indipendenza
continua a essere riportata da Shapiro et al. a Edmonton e da altri
centri che hanno adottato un’immunosoppressione basata sulla rapamicina
a seguito di questi promettenti risultati iniziali. Dopo trapianto di
isole era stato osservato un marcato miglioramento in termini di
indicatori metabolici e di frequenza e gravità di episodi di
ipoglicemia, che virtualmente scomparivano anche dopo la prima infusione
di isole. Le osservazioni durante il follow-up degli iniziali riceventi
di trapianto di isole a Edmonton e presso gli altri centri indicarono
che alcuni trapianti di isole possono fallire nel mantenere l’insulino-indipendenza
a lungo termine, con circa un quarto dei riceventi che richiedono
un’ulteriore infusione di isole nel secondo o terzo anno post-trapianto.
Le ragioni del cronico fallimento di una parte dei trapianti di isole
sono attualmente argomento di ricerca, ma potrebbe essere associato con
il rigetto immune, con la recidiva dell’autoimmunità o con l’esposizione
cronica ad agenti immunosoppressori diabetogenici. Nonostante questo, i
risultati dei trial clinici negli ultimi tre anni sono stati nettamente
superiori rispetto a quelli raggiunti nelle precedenti due decadi,
almeno nei pazienti con diabete autoimmune di tipo 1 .
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