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Impatto
del trapianto sulle complicanze del Diabete
Studi recenti
hanno mostrato che il trapianto di isole sembra giocare, quando
efficace, un ruolo positivo anche sulle complicanze degenerative del
diabete. La popolazione studiata è costituita spesso da pazienti
diabetici tipo 1 sottoposti a trapianto di rene e in seguito a trapianto
di isole. La quota di pazienti che perde la funzione delle isole per un
difetto di attecchimento costituisce il gruppo controllo degli effetti
del solo trapianto di rene sull’evoluzione naturale delle complicanze
degenerative. Questi studi hanno mostrato un impatto positivo sullo
stato di salute endoteliale e vascolare, sulla funzione diastolica e
sulla funzione del rene trapiantato. Studi preliminari, in questo caso
in pazienti trapiantati di sole isole pancreatiche, mostrano un effetto
positivo sulla vascolarizzazione retinica 32-37. Indicazioni e
limitazioni attuali. L’introduzione di protocolli più efficaci, ma anche
più potenti, basati sulla rapamicina, ha portato a un aumento del
rischio di complicanza, incluse le ulcere del cavo orale, iperlipemia e
ipertensione, che limita l’applicabilità del trapianto di isole soltanto
ai casi più severi di diabete di tipo 1, nei quali i pazienti non sono
in grado di riconoscere le ipoglicemie (insensibilità all’ipoglicemia) o
di raggiungere un controllo metabolico accettabile, nonostante i
tentativi di adottare schemi di terapia insulinica intensiva. Al momento
attuale il trapianto di isole è principalmente utilizzato come mezzo per
rallentare la progressione dell’invalidità correlata alla malattia nei
pazienti con patologia renale avanzata, retinopatia e neuropatia ma non
è molto raccomandato come mezzo per prevenire le complicanze in coloro
con diabete di recente diagnosi. La maggior parte dei clinici ritiene
che l’uso prolungato di farmaci immunosoppressori di mantenimento
potranno portare a un peggiore decorso rispetto all’uso prolungato della
terapia insulinica. Al fine di rendere il trapianto di isole applicabile
più ampiamente, dovremo eventualmente sviluppare strategie per
l’induzione di tolleranza al trapianto di cellule che producono insulina
in assenza di immunosoppressione continua del ricevente. Queste
strategie, per essere clinicamente rilevanti, non possono presentare
rischi elevati per i riceventi, come nel caso delle strategie di
irradiazione letale o sub-letale. Al fine di rendere il trapianto di
isole un trattamento applicabile largamente nel trattamento del diabete,
dobbiamo sviluppare strategie immunomodulanti migliori e in ultimo
indurre tolleranza specifica verso il donatore.
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