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DOMANDA  5 :  in questo momento esistono dati tali da permetterci di raccomandare interventi per la prevenzione o il ritardo del diabete in soggetti con IFG/IGT?

L’incremento di tipo endemico del diabete e le sue serie conseguenze nel lungo termine supportano con forza i tentativi di prevenirlo, nella speranza che si riducano morbilità e mortalità. Anche in assenza di dati diretti relativi agli effetti positivi della prevenzione del diabete sulle complicanze  a lungo termine, i partecipanti alla tavola rotonda credono in linea di principio che l’intervento precoce sia giustificato, sulla base dei seguenti elementi: l’obiettivo di ritardare l’insorgenza  del diabete e di posporre la richiesta di trattamento, che è spesso complesso; la prospettiva di preservare  la funzione b - cellulare e la probabilità che le complicanze microvascolari e forse anche cardiovascolari siano ritardate o prevenute. La forte associazione fra diabete e obesità indica che la nostra prima priorità è il mantenimento di un peso corretto e la prevenzione dell’obesità. Tutti i soggetti sovrappeso o obesi, indipendentemente dal valore della loro glicemia, dovrebbero ricevere consulenze intensive su come perdere peso e svolgere attività  fisica. Inoltre sono indispensabili interventi a livello di comunità, come modificazione dei pasti nelle mense scolastiche  e programmi di attività fisica, modificazione delle infrastrutture sociali che portino ad aumento dello svolgimento di attività fisica e legislazione  che promuove uno stile di vita sano. Come  è stato detto prima, un certo numero di trial clinici ben disegnati e condotti ha dimostrato il valore della modificazione dello stile di vita o del trattamento farmacologico per prevenire o ritardare l’insorgenza del diabete. Questi trial di prevenzione indicano che un intervento intensivo sullo stile di vita riduce in maniera significativa il diabete e nel contempo, ma in maniera modesta, i fattori di rischio cardiovascolare e ha un profilo di sicurezza positivo. Gli studi con modificazione dello stile di vita erano virtualmente associati a nessun effetto avverso grave. Inoltre è probabile che modificando lo stile di vita si abbiano altri effetti positivi sulla salute. Per tutti questi motivi la modificazione dello stile di vita, consistente in modesta perdita di peso (5-10% del peso corporeo) e attività fisica d’intensità moderata (~30 min. al giorno), è il trattamento preferenziale nei soggetti con IFG/IGT. Un problema  di più difficile soluzione è se il trattamento farmacologico sia giustificato per ritardare/prevenire il diabete nei soggetti  con IFG/IGT. Sebbene numerosi farmaci siano riusciti a rallentare la progressione verso il diabete , vi sono molti problemi che debbono essere presi in considerazione prima di raccomandarli.

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.