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DOMANDA 6: chi deve essere sottoposto a screening e con quali metodiche
e frequenza per prevenire/ritardare le conseguenze avverse di IFG/IGT?
Lo screening per IFG/IGT
fondamentale non è diverso da quello per il diabete. Gli stessi fattori
di rischio associati al diabete sono associati a IFG/IGT e ciò non
sorprende. Pertanto la popolazione da sottoporre a screening per IFG/IGT
deve essere la stessa cui correntemente è raccomandato lo screening per
il diabete. Attualmente FPG e OGTT a 2 h sono i test migliori per
identificare tutti gli stati iperglicemici. Entrambi sono appropriati e
ciascuno presenta vantaggi e svantaggi, come convenienza, costo e
riproducibilità. L’’identificazione dei soggetti con IGT, che è
raccomandata per poter avviare il trattamento con metformina, può
essere fatta solamente attraverso un OGTT a 2 h, mentre quella della FPG
richiede la misura della concentrazione della glicemia plasmatica dopo
il digiuno notturno. Se si è programmata solamente la modificazione
dello stile di vita non è richiesto un test di conferma. D’altra parte i
partecipanti alla tavola rotonda raccomandano che il trattamento con
metformina sia preso in considerazione nei soggetti simili a quelli
inclusi nel DPP, con IFG e IGT conclamate, che hanno avuto maggiore
beneficio dalla metformina. Pertanto entrambe le anomalie (IFG e IGT)
devono essere documentate se si deve usare la metformina. La sequenza
più efficace dei test è prima l’FPG ( raccomandata attualmente come test
preferenziale nell’individuazione del diabete), seguita da OGTT a 2 h in
un giorno successivo, per dimostrare la presenza di IFG/IGT combinate.
Se i soggetti con IFG/IGT sono trattati con metformina, i partecipanti
alla tavola rotonda raccomandano di eseguire ogni sei mesi un
monitoraggio di routine con un test dell’AIC. Se non assume farmaci il
paziente dovrebbe essere visto una volta all’anno.
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