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Aspetti
tecnici
La maggior parte dei
trapianti viene eseguita da donatori cadaveri: il solo centro che esegue
trapianti di pancreas segmentario da donatore vivente è quello di
Minneapolis, che riporta una ragionevole percentuale di successo. Il
drenaggio della vena che drena il sangue refluo dal pancreas, ricco di
insulina, è previsto, a seconda della tecnica chirurgica, nella
circolazione sistemica o nella circolazione portale. Il drenaggio degli
enzimi pancreatici rappresenta un problema tecnico importante, infatti
il pancreas continua a secernere questi enzimi anche dopo il trapianto,
esponendo le anastomosi chirurgiche ai loro effetti litici. In passato
gli enzimi venivano drenati nella vescica del paziente ricevente,
mediante un’anastomosi tra il duodeno del pancreas trapiantato e la
vescica del paziente (Fig. 3). Questa tecnica, semplice dal punto di
vista chirurgico, esponeva il paziente al rischio di cistiti chimiche.
Più recentemente è stato proposto e ampiamente accettato il concetto di
ripristinare le secrezioni nella sede intestinale, sede naturale di
efflusso degli enzimi pancreatici. Questa tecnica, sebbene
chirurgicamente più complessa, prevede che il secreto pancreatico venga
convogliato nell’intestino mediante un’anastomosi latero-laterale tra il
duodeno del pancreas trapiantato e il digiuno del paziente . La terapia
immunosoppressiva si basa generalmente su una terapia quadruplice, con
timoglobuline, inibitori delle calcineurine (tacrolimus o ciclosporina),
micofenolato e basse dosi di cortisone.
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