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Il
ruolo dell’iperglicemia postprandiale
La
più alta prevalenza dei classici fattori di rischio cardiovascolare nel
diabete di tipo 2 spiega solo in parte l’aumento del rischio
cardiovascolare associato con il diabete.
L’iperglicemia cronica aumenta questo rischio e l’iperglicemia
post-carico/post-prandiale è stata associata con il rischio
cardiovascolare indipendentemente dall’A1C o dalla glicemia a digiuno .
L’aumento dello stress ossidativo è stato suggerito come un meccanismo
fisiopatologico per spiegare tale relazione .
C’è
una forte evidenza epidemiologica che i livelli glicemici
post-carico/post-prandiali predicono indipendentemente gli eventi
carrdiovascolari e l’evidenza che i livelli di glucosio a digiuno sono
altrettanto predittivi ma in modo molto più debole . Tali evidenze
implicano che gli obiettivi di A1C e di glicemia post-prandiale siano
importanti da raggiungere nelle persone con diabete, non solo per
ridurre il rischio di complicanze microvascolari, ma anche per ridurre
il rischio di morbilità e mortalità per malattie cardiovascolari.
L’iperglicemia post-prandiale è stata associata con aumento dello stress
ossidativo, infiammazione, disfunzione endoteliale, diminuita
fibrinolisi, instabilità della placca ed eventi cardiaci . Esiste una
diretta e proporzionale associazione tra iperglicemia post-prandiale e
sia coronaropatia che eventi cardiaci. L’ipotesi iperglicemia
post-prandiale è stata sostenuta da studi di intervento che dimostrano
come la riduzione della glicemia post-prandiale e dei lipidi riduca
l’infiammazione e migliori la funzione endoteliale e sia associata con
un minor grado di progressione aterosclerotica
Recenti studi, suggeriscono che livelli più bassi di glicemia
post-prandiale con o senza un precedente evento cardiovascolare possono
richiedere molti anni prima di produrre effetti favorevoli sugli eventi
cardiovascolari Inoltre, gli effetti della riduzione degli altri
fattori di rischio (ipertensione arteriosa e lipidi, in particolare
LDL), sugli eventi cardiovascolari possono offrire un contributo
significativo.
Antonio
vetrano , diabetologo |