diabete, , ,

 

 

Home
Chi siamo
Il diabete
Il diabete mellito a fumetti
Il diabete alimentare
In Primo Piano
Patologie associate
Le complicanze
L'alimentazione
Associazioni e centri
Medici in linea
Terapia e cura del diabete
Trapianti
Le leggi in Italia
News
Rubriche
Test
Iniziative umanitarie
Il Nuovo Dizionario
Cerca nel sito
Segnala questo sito
Arte e storia
Links
 

PARTITO UNO STUDIO INTERNAZIONALE SUL DIABETE DI TIPO 1

 

Il primo paziente è stato reclutato al Campus Biomedico

L’obiettivo è quello di sconfiggere il diabete mellito di tipo 1 senza ricorrere al trapianto di pancreas. E’ questa la sfida messa in campo dal progetto internazionale Defend-1 di cui l'universita' Campus Bio-Medico di Roma e' centro di coordinamento italiano. Tale studio prevede l'uso dell'otelixizumab, un anticorpo monoclonale, a bersaglio specifico, in grado di regolare i linfociti responsabili dell'attacco alle cellule che producono l'insulina. Il laboratorio di endocrinologia e malattie metaboliche del Campus Bio-Medico di Roma, diretto da Paolo Pozzilli, che ha già arruolato il primo paziente italiano, lavorera' in collaborazione con altri centri di ricerca universitari e ospedalieri italiani. Tra questi figurano l'universita' La Sapienza, l'universita' Cattolica del Sacro Cuore, gli ospedali Pertini e San Camillo, il Polo Pontino della Sapienza, l'ospedale San Raffaele di Milano e le universita' di Bari e di Palermo. I pazienti interessati a ulteriori informazioni sui centri universitari e ospedalieri che partecipano alla sperimentazione possono fin da ora contattare il numero verde 800984449. Pozzilli ha spiegato che lo studio parte dal presupposto che il diabete di tipo 1 genera, come per le allergie, una risposta ipereattiva dell'organismo umano e in soggetti predisposti geneticamente, alcuni linfociti e autoanticorpi distruggono le beta-cellule produttrici di insulina. Il protocollo avviato verifichera' il funzionamento di speciali cellule immunitarie regolatrici, prodotte dall'organismo stesso grazie all'otelixizumab. Questa terapia dovrebbe colpire e neutralizzare i linfociti alterati, preservando le beta-cellule sane ancora presenti nei pazienti che hanno da poco ricevuto una diagnosi. In questo modo si conta di ottenere anche un certo recupero funzionale delle cellule danneggiate ma che ancora producono insulina. La ricerca raccogliera' informazioni sulla sicurezza e l'efficacia dell'utilizzo del farmaco nell'arco di due anni ed e' il frutto di dieci anni di studi internazionali. 

 

Da Sanita’ News del 19/3/2009

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.