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Dieta a
basso indice glicemico e diabete
Le terapie
antidiabetiche orali, con l’eccezione della metformina, hanno fino a ora
fornito evidenze contrastanti sull’efficacia in termini di miglioramento
del compenso glicemico e di associazione con la riduzione del rischio
cardiovascolare; dieta e modificazione dello stile di vita, a loro
volta, hanno dimostrato una straordinaria efficacia nella prevenzione
del diabete di tipo 2 nei soggetti ad alto rischio di sviluppare tale
patologia
Un gruppo di ricercatori
canadesi (Dott.
David J. A. Jenkins
e coll.; Toronto, Ontario; Canada) ha pubblicato sul
Journal of the
American Medical Association
uno studio di confronto tra un’alimentazione a basso indice glicemico e
una ricca di fibre di cereali. I 210 partecipanti allo studio, affetti
da diabete di tipo 2 e in terapia antidiabetica orale (livelli basali di
HbA1c compresi tra 6,0 e 8,5%), reclutati attraverso un’inserzione su un
quotidiano, hanno accettato di seguire l’uno o l’altro tipo di
alimentazione per 6 mesi, tra il settembre 2004 e il maggio 2007.
I risultati dello
studio sono limitati dal numero relativamente basso di partecipanti,
dalla conduzione presso un singolo Centro e dall’elevato tasso di
drop-out (21%), ma sottolineano ugualmente l’efficacia di una strategia
volta a ridurre l’indice glicemico degli alimenti, in maniera analoga a
quanto ottenibile (seppur artificialmente) con gli inibitori dell’alfa-glucosidasi,
che rallentando la velocità dell’assorbimento dei carboidrati hanno
dimostrato di ridurre l’insorgenza di diabete, quella di ipertensione e
di cardiovasculopatie.
Da www.aemmedi.it |