|
Campi Educativi : Come e Perche’
Lo
studio DCCT ha fornito l’evidenza inequivocabile che un controllo
glicemico “stretto” permette di ridurre le complicanze microvascolari, e
che per poter attuare un trattamento intensivo è indispensabile
conoscere e attuare l’autocontrollo.
Ma,
cosa ancora più importante, un autocontrollo efficace prevede “richiami”
educativi frequenti e di alto livello. Gli interventi educativi sono
stati riconosciuti come efficaci nel trattamento del diabete.
I
programmi educativi devono essere adattati e appropriati per ciascun
individuo, in base alla sua età e maturità. In particolare, per i
bambini in età scolare oltre a tutto quanto indispensabile
per
una terapia ottimale (capacità di automonitorare la glicemia e lo stick
delle urine, di effettuare l’iniezione di insulina o di gestire il
microinfusore, di riconoscere e gestire le ipoglicemie), è necessario
cominciare a insegnare a modificare la terapia in base alle diverse
esigenze (scuola, pasti in luoghi differenti da casa, attività
sportiva).
I
ragazzi cominciano a esprimere fastidio se non vengono coinvolti
direttamente nel loro trattamento e non vogliono più che questo sia
demandato ai genitori. Hanno bisogno di essere rassicurati e indirizzati
nei rapporti con i coetanei.
Durante l’adolescenza, poi, a tutto ciò si aggiungono i problemi tipici
di questa età (rapporti conflittuali con i genitori e con il gruppo,
possibili comportamenti a rischio, prevenzione delle complicanze).
Molte
possono essere le strategie educative adottate per raggiungere questi
obiettivi.
Nella
nostra esperienza, e dopo 28 campi educativi svolti dal 1990 ad oggi, ci
sentiamo di indicare proprio in questa modalità (quella del campo
educativo o campo scuola), la strada migliore per un’educazione più
efficace. La mission di un campo per bambini e adolescenti con
diabete è quella
di
offrire un’esperienza piacevole e condotta in un ambiente sicuro.
Inoltre, ciascun partecipante può incontrarsi con altri ragazzi,
condividendo le proprie esperienze e imparando a essere il più
responsabili possibile verso se stessi e la propria malattia.Le
raccomandazioni per la gestione del diabete durante un campo educativo
non sono molto diverse da quelle usuali cui ci si dovrebbe attenere
nella gestione quotidiana.
In
generale, l’esperienza è di per sé breve, anche se capita spesso di
osservare un incremento dell’attività fisica svolta.È perciò chiaro come
gli obiettivi del controllo glicemico da perseguire riguardino
maggiormente la necessità di evitare le ipoglicemie piuttosto cheun’ottimizzazione
del controllo glicemico generale; per far ciò sarà necessario un
accurato dosaggio dell’insulina che non potrà prescindere dall’attività
fisica svolta e dai pasti assunti, così da mantenere le glicemia entro
livelli di sicurezza, soprattutto al fine di evitare ipoglicemie gravi.
Ciascun partecipante,
poiché
non tutti provengono dallo stesso Centro di cura, fornirà una scheda
medica accurata in cui dovrà essere registrato lo schema insulinico in
uso, specificando il tipo e le dosi di insulina somministrata o il
profilo basale e le quantità dei boli nel caso di terapia con
microinfusore. Durante il campo il responsabile provvederà ad aggiornare
ogni singola scheda. Nel limite del possibile sarà seguito
scrupolosamente lo schema insulinico effettuato
a domicilio,
anche se è esperienza comune una riduzione della dose totale di insulina
di circa il 10-30%.
Per
garantire un’adeguata sicurezza a ciascun partecipante, si consiglia di
controllare il valore della glicemia prima di ciascun pasto e prima di
coricarsi, durante o dopo un’attività fisica particolarmente impegnativa
e anche durante la notte se il valore glicemico prima di coricarsi sia
<120 mg/dl, se si è fatta una dose di insulina di correzione, o anche
solo su richiesta del partecipante o dei suoi genitori.
Il
regime alimentare seguito al campo è solitamente “libero” anche se si ha
cura dicontenere l’assunzione di carboidrati semplici e di offrire
pasti equilibrati.
Solitamente il campo è supervisionato da un responsabile, il quale ha la
responsabilità ultima di ogni decisione presa durante il campo, ha il
dovere di supervisionare ciascun diario delle glicemie, apportando
quando necessario le dovute modifiche (che vanno comunque sempre
discusse con il singolo partecipante), coadiuvato da giovani medici (di
solito specializzandi), psicologa o psicopedagogista, infermiere e
dietista.
Infine, parte integrante dello staff sono i “senior counselors”,ragazzi
diabetici “esperti” (nelnostro caso con corso di formazione strutturato
alle spalle) che hanno il compito di interfacciarsi fra l’équipe
curante e i partecipanti, fornendo quando necessario informazioni,
nozioni educative, sostegno ed esempio. Ciascun componente dello
staff (compresi i counselors) è specificamente addestrato per
fronteggiare le emergenze di più comune riscontro,specialmente episodi
di ipoglicemia. L’ambiente amichevole che si viene a creare durante il
campo scuola si è dimostrato essere l’ideale per trasmettere a ciascun
partecipante le nozioni indispensabili per un corretto autocontrollo del
diabete, e/o per l’approfondimento di aspetti specifici.
Pertanto durante i momenti educativi accanto agli argomenti più comuni,
quali tecniche di iniezione di insulina, utilizzo dei microinfusori,
determinazione della glicemia, modifica delle dosi di insulina,
possono essere affrontati altri aspetti (quali quelli “dietetici”, la
conta dei carboidrati, la prevenzione delle complicanze, sia specifiche
del diabete che più comunemente del “diventare grandi”, la stima di sé e
molti altri).
Negli
anni, ci siamo resi conto che l’esperienza del campo scuola ha un valore
incalcolabile per ogni partecipante, che quasi sempre riferisce un
grande ritorno e il più delle volte si offre per diventare a sua
volta “counselor”.Per tale motivo è ragionevole supporre che loro
abbiano beneficiato non solo dall’esperienza in sé, ma anche
dall’amicizia che si è sviluppata dall’essere in un ambiente dove avere
il diabete è la norma.
È per
questo che ogni volta è nostro preciso compito offrire una gestione del
diabete di standard elevato. Utilizzare ’ambiente educativo “attivo”
quale opportunità di insegnamento è un modo perfetto per permettere a
bambini e adolescenti con diabete di raggiungere le competenze
necessarie per una corretta gestione della loro malattia nel
“quotidiano”, a casa, a scuola e nelle svariate attività che ciascuno
svolge.
Andrea Scaramuzza
Gian Vincenzo Zuccotti
Da Diabete Giovani ,
Editore: SEGNO&FORMA - Milano |