diabete, , ,

 

 

Home
Chi siamo
Il diabete
Il diabete mellito a fumetti
Il diabete alimentare
In Primo Piano
Patologie associate
Le complicanze
L'alimentazione
Associazioni e centri
Medici in linea
Terapia e cura del diabete
Trapianti
Le leggi in Italia
News
Rubriche
Test
Iniziative umanitarie
Il Nuovo Dizionario
Cerca nel sito
Segnala questo sito
Arte e storia
Links
 

L’INTERVENTO SULLO STILE DI VITA CONTINUA A RIDURRE L’INCIDENZA DEL DIABETE MELLITO TIPO 2: FOLLOW UP DEL FINNISH DIABETES PREVENTION STUDY

(J. Lindstrom et al.)                                                     

Lancet 2006; 368: 1673 - 79

Il Finish Diabetes Prevention Study (FPS) aveva già dimostrato che un intervento strutturato sullo stile di vita (abitudini alimentari e attività fisica) è in grado di ridurre del 58% il rischio relativo di progressione della ridotta tolleranza ai carboidrati verso il diabete tipo 2. tale riduzione continua a mantenersi, almeno finché dura l’intervento. Nel follow up esteso del FPS, gli Autori hanno voluto verificare se la modifica dello stile di vita, indotta dall’intervento e la riduzione del rischio di diabete, persistono anche dopo l’interruzione del counselling strutturato. Soggetti di ambo i sessi (172 maschi e 350 femmine), età media 55 anni, in sovrappeso (BMI= 31,1 kg/m2 ) con ridotta tolleranza ai carboidrati, sono stati randomizzati in un gruppo di intervento, che riceveva il counselling sulle modifiche dello stile di vita, e un gruppo di controllo. Dopo 4 anni circa dall’intervento attivo i partecipanti, che erano ancora liberi da diabete, sono stati seguiti per un periodo ulteriore di altri 3 anni. Nel complesso la durata del follow up è stata di circa 7 anni. Nei soggetti dello studio è stato valutato: incidenza di diabete, peso corporeo, livello di attività fisica, introito alimentare in grassi saturi e fibre. Durante tutto il periodo di follow up l’incidenza di diabete tipo 2 è risultata essere di 4.3 per 100 persone all’anno nel gruppo di intervento e di 7.4 nel gruppo di controllo. Ciò equivale a dire che si è mantenuta, anche dopo 7 anni, una riduzione del rischio relativo di sviluppare il diabete del 43% nei soggetti che avevano ricevuto l’intervento. Tale riduzione si correlava strettamente al raggiungimento dei goal prefissati riguardo al peso corporeo, riduzione dell’introito di grassi saturi, incremento del contenuto di fibre nella dieta, oltre che all’aumento dei livelli di attività fisica. Nei soli tre anni di follow up dopo la sospensione del counselling, la comparsa di DM2 era di 4.6 nell0intervento e di 7.2 nei controlli, con una riduzione del rischio relativo del 36%. Pertanto, concludono gli Autori, l’intervento sullo stile di vita in soggetti ad alto rischio di sviluppare diabete mellito 2 risulta in una modifica dello stile di vita  e in una riduzione dell’incidenza di malattia. Questi benefici persistono anche dopo la sospensione dell’intervento. Il dato del FPS è importante per due motivi:

1. sottolinea come la modifica  di un comportamento possa mantenersi anche a distanza di un intervento di counselling senza la necessità di visite di rinforzo;

2. questo risultato va tenuto presente nelle analisi di costo-beneficio sugli interventi per la promozione dell’attività motoria e di una sana nutrizione.

 

Da DIABETE IN MOVIMENTO , DICEMBRE 2006

A cura di  Antonio Vetrano , diabetologo

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.