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LE VERDURE COMODE
Alimentazione
Pronte da
mangiare semplicemente aprendo la confezione ; già condite con olio e
aceto; da cuocere al vapore direttamente nel microonde : è boom per le
insalate e le verdure pronte, che ripagano il prezzo decisamente alto
(anche 18 euro al chilo) con il notevole risparmio di tempo rispetto
alle verdure del mercato, da lavare, pulire, cuocere e condire. A
comperarle è il 40 % degli italiano per un consumo medio annuo di 2.5
chili per famiglia. E se i benefici per la salute di uno snack basato su
una vaschetta di insalata rispetto a un hot dog o a un tramezzino con
maionese non hanno prezzo, proprio nelle ultime settimane si è fatta
strada l’ipotesi che queste verdure non siano così salutari. Il dubbio
è sorto alla conferenza internazionale “Food Micro 2008”, che si è
tenuta ad Aber5deen, in Scozia, dove Gad Franklen dell’Imperial College
di Londra ha dichiarato che i casi di salmonella e di altre infezioni
batteriche dovuti a insalate e verdure sono in aumento “ e cresceranno
ancora nel prossimo futuro”. Franklen ha ricordato che solo nel Regno
Unito il 4 per cento delle infezioni da salmonella è causato dalle
insalate pronte. Un’affermazione che ha trovato concorde Fabrizio
Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, secondo il quale “la
gente consuma più insalata rispetto al passato, preferendo la comodità
di quella in busta prelevata. I casi di infezioni provocati dalle
insalate, quindi , probabilmente aumenteranno in futuro a meno di
mettere in atto alcun e semplici precauzioni.
Che cosa
dice la legge
Tutte le
indagini eseguite finora in Italia sulle confezioni in commercio di
insalate pronte non hanno messo in rilievo la presenza di batteri
patogeni come salmonella, escherichia coli 0157, stafilococco aureo,
listeria. Ma, nello stesso tempo, hanno rilevato che questi problemi non
possono definirsi privi di microbi. Secondo Fabrizio Pregliasco,
infatti, “ il processo industriali di lavaggio non è in grado di
eliminare del tutto la presenza di microrganismi”. Peraltro la normativa
europea non prescrive alcun limite alla carica batterica totale che può
essere presente in queste confezioni, ma impone solo l’assenza di
batteri come salmonella e listeria e una concentrazione di escherichia
coli inferiore a un ceto parametro ( 100 – 1000 ufc – unità formanti
colonie – per grammo).
Come
proteggersi
Se è impossibile
acquistare insalate o verdure pronte completamente “sterili”, molto si
può fare per ridurre il rischio. A seconda dei tipi di prodotto.
Insalata in
busta.
Il primo esame
va fatto all’acquisto: le buste non devono apparire gonfie o appannate.
È importante controllare la data di scadenza, che deve essere la più
lontana possibile, dato che i microrganismi possono proliferare nel
tempo. Purtroppo la legge non prescrive di indicare anche la data di
preparazione , ma alcuni produttori lo fanno di loro iniziativa e sono
decisamente da preferire. Dato che il freddo rallenta comunque la
moltiplicazione dei microrganismi, non bisogna scegliere le buste
collocate in cima alle altre, se fuoriescono dl reparto frigorifero
(spesso sono anche quelle che scadono prima). Per lo stesso motivo, dopo
l’acquisto vanno conservate in frigorifero e consumate al più presto.
L’insalata va sempre lavata con bicarbonato di sodio, che ha una certa
efficacia disinfettante nei confronti di molti microrganismi (ma non
tutti); un consiglio che le donne in gravidanza dovrebbero seguire anche
per i prodotti vegetali freschi perché riduce il rischio di toxoplasmosi
che può influire sulla salute del bambino.
Confezioni
con condimento.
Sono provviste
già all’interno di condimento, che viene liberato schiacciando una parte
della confezione. In questi casi, naturalmente , non è possibile lavare
la verdura prima del consumo. Ma le aziende produttrici rassicurano
sulla sua sicurezza.
Confezioni
per la cottura diretta nel microonde.
Si tratta in
genere di verdure come broccoli e spinaci, da mettere ancora
confezionate nel microonde per circa 8 minuti; l’umidità presente nelle
foglie consente una cottura al vapore. Grazie alla temperatura elevata
viene meno il pericolo di infezione.
Pia Bonanni
Da IO DONNA n 46 del
15/11/2008 |