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Il
colesterolo perde la sua indipendenza
Attualmente le statine costituiscono
lo standard farmacologico per abbassare il colesterolo e prevenire
eventi cardiovascolari, poiché l’ipercolesterolemia è associata a un
aumento della mortalità per ischemia cardiaca a tutti i livelli medi di
pressione sanguigna. Ma l’assenza di un’associazione indipendente tra
livelli di colesterolo e mortalità per ictus, soprattutto in presenza di
età avanzata e ipertensione, è inspiegabile e ha richiesto ulteriori
ricerche.
Gli scienziati del Prospective
Studies Collaboration hanno ri-analizzato i dati di 61 studi
osservazionali di prospettiva su quasi 900.000 pazienti adulti tra i 40
e gli 89 anni, tra i quali si sono verificati 55 mila casi di decesso
tra cardiopatie ischemiche, ictus e altre cause. La ricerca ha messo in
evidenza una tendenza inaspettata: attraverso la diminuzione di 1 mmol/L
di colesterolo LDL (un goal facilmente raggiungibile con una terapia
farmacologica a base di statine) diminuisce la mortalità per ischemia
cardiaca del 56 per cento nel gruppo di età 40-49 anni, del 34 per cento
nel gruppo di età 50-69 e del 17 per cento nel gruppo di età 70-89, a
conferma di un minor valore predittivo di questo parametro. La riduzione
del rischio tendeva ad affievolirsi in presenza di un’elevata pressione
arteriosa, a dimostrare l’effetto additivo tra i due fattori. Inoltre,
non c’era un valore soglia oltre il quale non si registrava un’ulteriore
riduzione del rischio, a conferma dell’utilità e della validità della
terapia con statine che non viene messa in discussione da questi
risultati. Ma il dato che gli autori non si aspettavano interessava la
mortalità per ictus: in questo caso la riduzione del livello di
colesterolo totale nel sangue nelle fasce di età più avanzata, tra 70 e
89 anni, sembrava aumentare leggermente il rischio, quasi come se avesse
un valore protettivo insospettato.
Si manteneva, comunque, il valore
predittivo nella mezza età e soltanto in quelli con la pressione
arteriosa sotto la media. Nelle persone più anziane, invece, e in
particolare in quelle con la pressione sistolica (massima) sopra 145
mmHg i livelli più elevati di colesterolo si sono rivelati associati
alla minor mortalità per ictus.
Secondo Sarah Lewington della Oxford
University, indipendentemente da questo ultimo dato, il trattamento deve
essere guidato dall’evidenza dei trial randomizzati, che ci dicono che
le statine riducono sostanzialmente non solo gli eventi coronarici ma
anche quelli ischemici in un vasto gruppo di pazienti.
Lancet 2007; 370: 1829-1839.
21-12-2007
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