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Stato
dell’arte su diabete e sessualità femminile
Il
progresso delle conoscenze mediche ha modificato l’assistenza ai
soggetti diabetici, portando in primo piano il tema della qualità di
vita. La sessualità è tuttavia un aspetto della qualità di vita che solo
recentemente ha acquistato una maggiore importanza in termini
assistenziali. È risaputo come il diabete possa esercitare enorme
influenza sulla sessualità maschile, mentre molto meno è noto circa
l’influenza della malattia sulla sessualità femminile.
La relazione
tra diabete e problemi sessuali è nota da molto tempo. Avicenna
(960-1037 d.C.) fu il primo a parlare di un "collasso della funzione
sessuale" come complicanza specifica del diabete, nella sua enciclopedia
medica . Nei secoli successivi, diversi autori confermarono
quest’osservazione portando Naunyn (1906) ad affermare che l’impotenza è
uno dei sintomi più comuni della malattia .
Nonostante tali osservazioni suggerissero l’esistenza di una relazione
tra sessualità e diabete, Joslin non fece menzione, nell’edizione del
1919 dei suoi manuali sul diabete per medici o pazienti, di temi come il
sesso, l’impotenza, la gravidanza o il matrimonio . Per la verità,
Joslin non nominò l’impotenza, nel suo manuale per i medici, sino al
1946, e quando lo fece la descrisse come "un problema raramente
lamentato da parte del paziente che è meglio ignorare, poiché potrebbe
sparire come conseguenza del miglioramento terapeutico generale; in caso
contrario, minore è l’attenzione che il paziente rivolge al problema,
meglio è" . Non sorprende il fatto che Joslin abbia deliberatamente
trascurato il problema della sessualità, se si considera che le
discussioni su questo tema erano, per la società di allora, ancora un
tabù.
Di conseguenza, nel suo manuale per i pazienti non fece menzione
dell’impotenza, ma dedicò un intero capitolo al matrimonio. Dopo aver
elencato i problemi causati dal diabete, ammonì ogni ragazzo o ragazza
affetti da tale patologia “a non sposarsi fino a che non fossero stati
in grado di affrontare con un sorriso i problemi legati al diabete” .
Relativamente alla gravidanza, affermò che "il matrimonio non comporta
alcun pericolo per l’uomo, mentre il parto costituisce un rischio per la
donna", e fornì inoltre, come consiglio genetico, che "due soggetti
diabetici non dovrebbero sposarsi e avere dei figli"
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Parlare di sessualità è “inaudito” |
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I
problemi sessuali delle donne affette da patologie croniche vengono
spesso ignorati dalla letteratura medica ancora oggi. Una possibile
spiegazione di ciò sta nel fatto che per quanto riguarda le donne, la
sessualità è ancora spesso concepita come sinonimo di riproduttività,
senza preoccuparsi del problema del piacere sessuale.
Da questo punto di vista, la storia dello studio della funzione sessuale
nelle donne diabetiche è esemplare. Prima dell’avvento dell’insulina,
nel 1921, la sessualità in generale era globalmente trascurata dalla
letteratura scientifica, così come addirittura la gravidanza e le sue
potenziali complicazioni nelle donne diabetiche. A parziale spiegazione
di tali omissioni occorre dire che, prima dell’insulina, le donne
diabetiche che potevano incorrere in una gravidanza erano rare . Sembra
che la preoccupazione per la gravidanza delle donne affette da tale
patologia, se non per la sessualità femminile, abbia avuto il suo
esordio a partire dalla scoperta dell’insulina. Essa consentiva alle
donne diabetiche di star sufficientemente bene da poter sostenere una
gravidanza, con tutti i problemi annessi: l’ipertensione indotta dalla
stessa, il coma e la mortalità infantile. Nei decenni successivi,
pertanto, la letteratura diabetologica si concentrò sui devastanti
effetti del diabete sulle donne affette e sui loro bambini, il ché
consentiva di poter ignorare del tutto l’influenza della malattia sulla
funzione sessuale sia maschile, sia femminile. La filosofia relativa a
tali temi sembrava essere “se non se ne parla, non esiste".
A partire dagli anni ’40 del secolo scorso, i testi di medicina
cominciarono a riflettere il riconoscimento di una maggior importanza
dell’influenza esercitata dal diabete sulla sessualità, per quanto
l’attenzione fosse dedicata unicamente a quella maschile. Negli anni ’50
la ricerca spaziava dalla gravidanza delle donne diabetiche alle
disfunzioni sessuali maschili. L’influenza del diabete relativamente
alla sessualità femminile venne del tutto ignorata fino al pionieristico
articolo di Kolodny, nel 1971 .
Il fatto
che la sessualità femminile delle donne diabetiche non abbia ancora
suscitato molta attenzione nella letteratura scientifica è testimoniato
dallo scarso numero di pubblicazioni identificate: solamente 25 articoli
(15 dei quali sono report di casi clinici). Nei prossimi paragrafi sarà
fornita una rapida rassegna dei risultati più importanti della nostra
ricerca bibliografica
A prima
vista questi studi hanno fornito risultati molto discordanti, dando
l’impressione generale che il diabete non eserciti un’influenza
significativa sulla funzione sessuale femminile. Un’analisi più
approfondita è tuttavia in grado di fornire evidenza sostanziale a
favore del fatto che le donne diabetiche abbiano un rischio più elevato
di problemi sessuali . L’evidenza derivante da tali studi suggerisce
come le donne affette da tale patologia possano non solo provare una
riduzione del desiderio e una maggior dispareunia* nel corso del
rapporto sessuale, ma abbiano anche maggior probabilità di riferire una
riduzione dell’eccitazione sessuale legata a una rallentata, o
inadeguata, lubrificazione vaginale. Non è stata rilevata una maggior
frequenza di problemi di orgasmo nelle donne diabetiche, rispetto alle
donne non diabetiche.
Sulla base di questi risultati, abbiamo formulato una nuova ipotesi
secondo la quale le donne diabetiche hanno un rischio aumentato di
disfunzione sessuale prevalentemente legata a una compromissione della
fase eccitatoria, esattamente come i soggetti di sesso maschile hanno un
rischio più elevato di disfunzione erettile .
* Con il termine
dispareunia
si definisce la presenza di dolore durante il coito.
La
sessualità costituisce un aspetto importante della qualità di vita, e,
contrariamente a quella che è l’opinione generale, le donne diabetiche
hanno un rischio aumentato di problemi sessuali. La disfunzione sessuale
può aggiungere un carico psicologico non indifferente ai soggetti
diabetici, con una ripercussione sfavorevole sulle relazioni coniugali
già provate dalla presenza di una patologia cronica. Aver riconosciuto
l’esistenza di problemi sessuali nelle donne affette da diabete dovrebbe
pertanto costituire un invito per i medici a valutare questo aspetto nel
corso della visita. La Tabella 1 propone dei suggerimenti per una
valutazione della funzione sessuale nei pazienti di sesso femminile.
Nelle donne diabetiche, un disturbo dell’eccitazione che determini una
lubrificazione vaginale lenta o inadeguata potrebbe persino rivelarsi
una complicanza diabetica di agevole trattamento. Un adeguato counseling
psicosessuologico, durante il quale le pazienti possano discutere del
proprio imbarazzo nel chiedere informazioni, acquistare e utilizzare
lubrificanti vaginali, può essere d’aiuto per far loro superare
eventuali problemi sessuali di natura dolorosa.
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Tabella 1.
Suggerimenti per una valutazione della
funzione sessuale nei pazienti di sesso
femminile |
-
Riconoscere il
fatto che le donne diabetiche hanno
un rischio più elevato di
disfunzione sessuale.
-
Essere
consapevoli del fatto che la
sessualità spesso non costituisce un
argomento del quale i pazienti
forniscono spontaneamente
informazioni.
-
Considerare le
proprie capacità di discutere con i
pazienti a proposito di problemi
sessuali:
Se ci si sente a
proprio agio e in grado di affrontare
problemi di natura sessuale con le
pazienti:
- informarle relativamente ai problemi
sessuali delle donne diabetiche;
- affrontare l’argomento della
disfunzione sessuale nel corso delle
visite;
- apprendere le differenti possibilità
terapeutiche (ad esempio, counseling
psicosessuologico, “sex therapy”,
farmaci) e preparare un elenco di
colleghi specialisti ai quali
indirizzare le pazienti.
Se non ci si sente a proprio agio e in
grado di affrontare problemi di natura
sessuale:
- Preparare un elenco di colleghi
specialisti ai quali indirizzare le
pazienti che pongono domande in tema di
sessualità: è importante, per non
scoraggiare quei soggetti che “osano”
porre domande dal rifarlo in futuro. |
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Da
Diabetes Spectrum
Paul Enzlin, MA,
PhD, Chantal Mathieu, MD, PhD, e Koen Demytteanere, MD, PhD
Estratto a cura di
Antonio Vetrano , diabetologo |