diabete, , ,

 

 

Home
Chi siamo
Il diabete
Il diabete mellito a fumetti
Il diabete alimentare
In Primo Piano
Patologie associate
Le complicanze
L'alimentazione
Associazioni e centri
Medici in linea
Terapia e cura del diabete
Trapianti
Le leggi in Italia
News
Rubriche
Test
Iniziative umanitarie
Il Nuovo Dizionario
Cerca nel sito
Segnala questo sito
Arte e storia
Links
 

Sartani e prevenzione secondaria dell’ictus

– La terapia antipertensiva ha un evidente ruolo nella prevenzione primaria e secondaria dell’ictus; l’inibizione del sistema renina-angiotensina ha inoltre dimostrato di poter ridurre l’incidenza di eventi cardiovascolari successivi (ictus compreso) nei soggetti a rischio elevato, quali i diabetici. Con tali premesse, era lecito attendersi risultati favorevoli, in termine di prevenzione di nuovi episodi ischemici cerebrali, in uno studio sul trattamento con il sartano telmisartan in soggetti che avevano appena avuto un ictus.

I risultati del trial PRoFESS (Prevention Regimen for Effectively Avoiding Second Strokes), pubblicati sul New England Journal of Medicine (1,2) dal Dott. Salim Yusuf e coll. (Hamilton, Ontario; Canada), sono invece deludenti. Lo studio aveva coinvolto, con un disegno multicentrico, oltre 20.000 pazienti con ictus ischemico recente, randomizzandoli a un trattamento con telmisartan (80 mg/die) entro poche settimane dall’evento o con placebo. L’outcome primario era determinato dalla comparsa di nuovi episodi ischemici cerebrali, mentre quelli secondari comprendevano altri eventi cardiovascolari maggiori e l’insorgenza di diabete di tipo 2.

Nel corso del follow-up, della durata di 2,5 anni, il gruppo trattato con il sartano ha ottenuto valori pressori medi inferiori di 3,8 e 2,0 mm Hg, rispetto al gruppo del placebo (per i valori sistolici e diastolici, rispettivamente). Il numero di nuovi ictus nei due gruppi non è tuttavia risultato significativamente diverso: 880 soggetti (8,7%) nel gruppo in trattamento con telmisartan e 934 (9,2%) in quello del placebo (hazard ratio [HR]: 0,95; IC 95% da 0,86 a 1,04; p=0,23).

Non significative sono risultate anche la differenza d’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori [1367 pazienti (13,5%) vs. 1463 (14,4%) (HR: 0,94; IC 95% da 0,87 a 1,01; p=0,11)] e quella relativa alle nuove diagnosi di diabete (1,7% vs. 2,1%; HR: 0,82; IC 95% da 0,65 a 1,04; p=0,10).

1)     N Engl J Med. 2008;359(12):1225-1237

 

Da www.aemmedi.it, febbraio 2009

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.