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Trapianto di isole pancreatiche: giustificato solamente per i casi più gravi di diabete di tipo 1? 19 gennaio 2004 (Congresso Medico) – Secondo un team di ricercatori dell'US National Institutes of Health, il trapianto di isole pancreatiche sarebbe appropriato solamente nei casi di diabete di tipo 1 "end-stage" di grado più severo, con instabilità metabolica grave e resistenti a un trattamento farmacologico ottimale. Sono le conclusioni di un lavoro condotto dal Dott. David M. Harlan e coll. recentemente pubblicato su Diabetes Care, nel quale viene riportato lo studio della casistica del gruppo sui trapianti allogenici di isole pancreatiche da cadavere; i riceventi sono stati sei pazienti con crisi ipoglicemiche inavvertite, di età 39-63 anni e di sesso femminile. In tutti i casi si è assistito a un miglioramento in termini di episodi ipoglicemici. Tre soggetti hanno mantenuto l'insulino-indipendenza a oltre un anno dal trapianto, con una produzione residua di peptide c, ma con un compenso glicemico in progressivo peggioramento, e altri tre hanno potuto sospendere la terapia immunosoppressiva. Si sono verificate, tuttavia, due complicazioni potenzialmente letali legate alla procedura: una trombosi parziale della vena porta e un'emorragia intraddominale. Gli autori riportano inoltre due casi di neutropenia severa conseguente alla terapia immunosoppressiva, tre casi di riduzione della funzione renale e un caso di polmonite interstiziale. Diabetes Care 2003;26:3288-3295
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