Diabete: Tecnica Induce Cellule Milza a Produrre
Insulina
Boston, 14 nov. (Adnkronos)
- Piu' vicina una cura 'risolutiva' per il diabete. I
ricercatori del Massachussets General Hospital di Boston
hanno scoperto che e' possibile trasformare cellule
prelevate dalla milza in cellule che producono insulina. Una
tecnica, descritta su 'Science', che e' stata in grado di
bloccare e addirittura di far regredire la malattia nei
topi. La ricerca offre una speranza a chi e' colpito dal
diabete di tipo 1 o giovanile, che ha bisogno di quotidiane
iniezioni di insulina per sopravvivere. Il diabete di tipo 1
e' caratterizzato dall'incapacita' di produrre insulina, un
ormone indispensabile per trasformare gli zuccheri. Questo
difetto e' provocato dalla distruzione di particolari
cellule del pancreas specializzate nella produzione
dell'ormone, le isole pancreatiche, da parte del sistema
immunitario. La mancanza della sostanza 'processa-zuccheri'
provoca quindi un pericoloso aumento degli zuccheri stessi
nel sangue. I ricercatori americani, guidati dal direttore
del laboratorio ospedaliero di immunologia, Denise Faustman,
hanno scoperto che particolari cellule della milza,
distinguibili dalle altre per la mancanza della molecola
CD45, prelevate da topi sani e iniettate in animali
diabetici riuscivano a 'rieducare' il sistema immunitario
dei roditori malati, portandolo ad accettare un trapianto di
isole pancreatiche. Non solo. A sorpresa gli autori hanno
anche osservato che i topi iniziavano a produrre
spontaneamente nuove 'isole', in grado di rilasciare
insulina. Per avere una conferma del risultato, gli esperti
hanno riprodotto l'esperimento iniettando cellule prelevate
da animali di sesso maschile in alcune topoline diabetiche.
E hanno scoperto che numerose cellule delle nuove isole
pancreatiche erano portatrici del cromosoma Y, segno
evidente che derivavano dai donatori maschi. ''Possiamo
considerare le cellule della milza prive di CD45 le
progenitrici delle cellule pancreatiche - ha spiegato la
Faustman - Speriamo di poter iniziare al piu' presto i trial
sull'uomo''. (Pin/Adnkronos Salute)