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LA SINDROME METABOLICA
Secondo uno studio francese il 15% dei soggetti con meno di 18 anni è affetto da sindrome metabolica, ossia l’anticamera del diabete
La sindrome metabolica in passato si presentava verso i 30-40 anni e sfociava nel diabete a 50-60 anni: oggi la vediamo sempre più spesso in bambini e adolescenti che spesso non raggiungono valori patologici di pressione, glicemia e grassi nel sangue, ma sono al limite per tutti i fattori di rischio ed hanno tutte le carte in regola per ammalarsi in breve tempo. Lo testimonia una ricerca tedesca su 27 mila giovani; lo conferma uno studio francese su 500 bambini e adolescenti, secondo cui il 15% degli under 18 è affetto dalla sindrome metabolica, l’anticamera del diabete. Bambini di 8, 10 anni che hanno la pressione alta, trigliceridi e colesterolo in eccesso e che, soprattutto, sono grassi. Non c’è alcun dubbio che i chili in eccesso sono i maggiori responsabili del diabete tipo 2, sempre più spesso diagnosticato prima dei 30 anni. La sedentarietà e il soprappeso sono le maggiori cause del rapido calo dell’età alla diagnosi: i nostri bambini giocano poco all’aperto, trascorrono troppo tempo al computer e alla tv e hanno spesso un’alimentazione ipercalorica e ricca di grassi. Questi comportamenti minano la loro salute fin dalla più tenera età. Tenere d’occhio il peso, mangiare sano e svolgere con costanza un’attività fisica sono i tre capi saldi della prevenzione fin dalla più tenera età.
- Sindrome metabolica: è una condizione caratterizzata da soprappeso ipertensione, glicemia elevata trigliceridi oltre la norma. Viene considerata l’anticamera del diabete i pazienti hanno una spiccata resistenza all’insulina e senza modifica dello stile di vita sono destinati a diventare diabetici entro molti anni
- Da tenere d’occhio… - La circonferenza della vita: l’accumulo di grasso a livello della pancia è sintomatico di soprappeso; inoltre, il grasso addominale è proprio quello più “pericoloso”, più strettamente legato allo sviluppo di disordini metabolici. - Le ore di televisione: il tempo passato alla TV è un ottimo indice della sedentarietà e del rischio-obesità: lo conferma una ricerca australiana, secondo cui la probabilità di sindrome metabolica e diabete è direttamente proporzionale al numero di ore di TV.
L’insidia del “giro-vita”
Un “giro-vita” fuori misura quadruplica il rischio di malattie cardiache e diabete. Secondo uno studio inglese il rischio è dovuto al fatto che le cellule grasse dell’addome sono altamente attive e pompano verso l’esterno sostanze e proteine in eccesso che danneggiano il metabolismo, in particolare il sistema dell’insulina. In pericolo maggiore sarebbero le donne con un giro vita superiore a 89 cm e gli uomini che superano i 101 cm. Andrea Tatavitto, diabetologo
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aggiornamento
domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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