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28.01.2002
Antiossidanti contro il diabete di tipo 1
Le cellule beta, produttrici di insulina, vengono protette dai radicali
ossigeno.
Un nuovo studio ha mostrato che un antiossidante sintetico è da solo in grado di
prevenire o ritardare lo sviluppo del diabete autoimmune, almeno nei topi.
Durante la ricerca, condotta presso il National Jewish Medical and Research
Center e il University of Colorado Health Sciences Center, si è visto che la
sostanza protegge le cellule beta, produttrici di insulina, dai radicali
ossigeno generati dal diabete. Con grande sorpresa dei ricercatori,
l'antiossidante ha anche impedito al sistema immunitario di distruggere le
cellule beta. I risultati, pubblicati sulla rivista "Diabetes", suggeriscono che
gli antiossidanti potrebbero essere utili per combattere il diabete e altre
malattie autoimmuni.
Nell diabete di tipo 1, o autoimmune, il sistema immunitario scambia le cellule
beta per invasori e le distrugge. Durante l'attacco, il rilascio di radicali
ossigeno da parte di alcune cellule danneggia le cellule beta fino a ucciderle.
Man mano che le cellule beta vengono a mancare, il corpo produce quantità sempre
inferiori di insulina, fino ad arrivare al diabete.
I ricercatori hanno usato un antiossidante catalitico sviluppato molti anni fa e
ora brevettato da un'industria farmaceutica. Durante la ricerca, l'antiossidante
è stato iniettato in dieci topi un giorno prima del trapianto di linfociti T
modificati per causare il diabete. Dopo il trapianto, ai topi sono state date
altre quattro dosi di antiossidante, l'ultima dopo nove giorni. Mentre tutti e
cinque i topi di un gruppo di controllo, a cui non era stato dato
l'antiossidante, hanno sviluppato il diabete entro 13 giorni, nessuno dei topi
"curati" ha mostrato segni della malattia fino al giorno 21 e metà di essi è
rimasta sana per quattro settimane.
da: www.lescienze.it
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