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I segreti della insulinoresistenza 

L’insulinoresistenza non è solo l’anticamera verso il diabete, e’ anche una condizione che danneggia le arterie e aumenta  il rischio di ictus e infarti.  

Si chiama sindrome metabolica e sono presenti iperglicemia, ipertensione, sovrappeso-obesità, ipercolesterolemia e dislipidemia.  Al centro della sindrome metabolica c’è l’arteriosclerosi, e quindi ischemia, infarto e ictus cerebrale. Tutte le componenti prevedono una quota di rischio cardiovascolare e interagiscono una con l’altra.
Un cattivo controllo della glicemia è associato a un maggior rischio sia cardiovascolare  sia microvascolare: danni alla retina, al rene e così via. La relazione è abbastanza proporzionale e diretta: tanto maggiore è l’emoglobina glicata – un buon indicatore del controllo glicemico medio – tanto maggiore è il rischio cardiovascolare e microvascolare. un ottimo controllo  glicemico riduce il rischio di complicanze microvascolari mentre il rischio cardiovascolare rimane: anche a livelli ottimali di controllo glicemico rimane più alto rispetto alla popolazione non diabetica. L’iperglicemia quindi non è l’unica causa delle complicanze cardiovascolari:  l’insulinoresistenza  è anche un fattore di rischio indipendente e importante; consiste in un doppio difetto nei meccanismi di segnalazione attraverso i quali l’insulina svolge la sua funzione. L’insulina dovrebbe attivare due canali di comunicazione: uno è noto, e consente, fra le altre funzioni, alle cellule di assorbire il glucosio nel sangue. L’altro canale di comunicazione, meno noto, regola la capacità riproduttiva della cellula e modula la risposta dell’arteria a varie sostanze che ne determinano il rilascio o il restringimento. Se i due segnali sono equilibrati, tutto va bene ma con l’insulinoresistenza questo equilibrio viene meno, per cui si perde l’azione protettiva sui grandi vasi sanguigni. L’insulinoresistenza  agisce sulla glicemia e sul pancreas, costretto a produrre troppa insulina e sui vasi sanguigni. Questo effetto colpisce l’ elasticità dei vasi, li rende permeabili e piu’ facilmente  attaccabili dai batteri; Si determina un danno  che facilita l la lesione dell’endotelio, punto di partenza della placca aterosclerotica. Quindi e’ necessario trattare l’insulinoresistenza oltre all’iperglicemia Sicuramente, diminuire l’insulinoresistenza protegge il cuore.  La metformina aiuta a prevenire eventi cardiovascolari e lo stesso si può dire dei glitazoni che migliorano l’azione dell’insulina.

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A Cura di Andrea Del Buono, diabetologo

 

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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