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Ottimizzare la terapia
insulinica nei pazienti con diabete di tipo 1

Nel corso degli ultimi 5 anni gli avanzamenti nel campo della terapia
insulinica, compresa l’introduzione di analoghi dell’insulina, hanno
reso molto più semplice il raggiungimento dell’obiettivo del controllo
della glicemia nei pazienti con diabete di tipo 1. rispetto alla
situazione precedente i pazienti diabetici possono ora avere una
migliore qualità di vita, anche per quanto riguarda la spontaneità e la
flessibilità nelle abitudini di vita. L’autore dell’articolo discute dei
più recenti miglioramenti della terapia insulinica, sia acuta che
basale, e presenta tre algoritmi che hanno l’0obiettivo di aiutare i
pazienti ad individualizzare la propria terapia insulinica in base
all’introduzione alimentare e all’attività fisica.
Gli avanzamenti nel trattamento
Nel trattamento del diabete di tipo 1 è importante ricreare entrambi i
tipio di secrezione insulinica. Occorre cioè fornire sia l’insulinizzazione
basale, costante nell’arco delle 24 ore, nonché la liberazione acuta di
insulina in seguito ai pasti. L’insulina regolare (la vecchia insulina
“ad azione rapida”) non possedeva in realtà un’effettiva azione rapida,o
un’azione simile alla normale risposta fisiologica. Questo tipo di
insulina era solo la più rapida tra le diverse insuline ad azione
relativamente lenta che erano allora disponibili. L’insulina regolare
che viene somministrata per via sottocutanea presenta un picco 2-4 ore
dopo la somministrazione,e continua ad esercitare una significativa
azione ipoglicemizzante per 6-8 ore, per cui risulta ben lungi dal
simulare il rapido incremento fisiologico delle secrezione di insulina
endogena, che presenta un picco un’ora dopo il pasto.
Nel corso degli ultimi anni sono diventati disponibili e analoghi
insulinici con un’azione effettivamente rapda, che simulano più da
vicino lka secrezione di insulina endogena di fase acuta. L’insulina
lispro e l’insulina aspart presentano non solo un’entrata in azione più
fisiologica,ma la loro somministrazione risulta anche più comoda per il
paziente. Questi farmaci possono essere somministrati a partire da 15
minuti prima di un pasto, fino a immediatamente dopo un pasto, e hanno
migliorato in misura notevole le possibilità di controllo postprandiale
dei livelli glicemici. L’insulina regolare, d’altro canto, deve essere
idealmente assunta da mezz’ora a un’ora prima di un pasto. La scomodità
di questo tipo di somministrazione fa sì che il paziente raramente è in
grado di seguire le indicazioni terapeutiche ideali, con conseguenze
negative sul controllo glicemico.
La somministrazione dell’insulina associata ai pasti era pertanto in
passato molto più rigida rispetto a quella attuale. Le attuali
possibilità terapeutiche consentono di migliorare in maniera
significativa non solo il controllo glicemico, ma anche la qualità di
vita,la flessibilità e la variabilità delle abitudini di vita del
paziente riguardanti l’assunzione dei pasti. In passato il trattamento
insulinico standard comprendeva una mistura di insulina regolare e di
sospensioni di insulina isolano (NPH), assunta prima di colazione e di
cena,spesso con dosaggi prestabiliti, nonché una dieta fissa con
assunzione dei pasti ad orari prestabiliti e secondo sequenze
prestabilite,allo scopo di ottenere il miglior controllo glicemico
possibile in base a quel trattamento. Attualmente, d’altro canto, i
pazienti con diabeti di tipo 1 possono avere abitudini di vita molto più
libere, possono mangiare quando vogliono,pur mantenendo un eccelente
controllo glicemico grazie alla valutazione quantitativa dei carboidrati
introdotti,al controllo dei livelli di glicemia e ai conseguenti
aggiustamenti dei dosaggi di insulina ad azione rapida.
Terapia insulinica basale
Prima del 2001, anno in cui divenne disponibile l’analogo insulinico
gl’argine, farmaco che non è caratterizzato da un picco dei livelli
plasmatici, le insuline standard utilizzate per ottenere l’insulinizzazione
di base erano l’insulina NPH, le sospensioni di insulina zinco (lenta) e
le sospensioni di insulina zinco a durata prolungata (ultralenta); tutti
questi tipi di insulina sono caratterizzati da un picco dei livelli
plasmatici. Secondo alcuni studi l’insulina ultralenta umana, pur dotata
di una lunga durata di azione, possiede un picco di attività
paragonabile ( a parità di dosaggio) a quello dell’insulina NPH,
somministrata per via sottocutanea; il picco dell’insulina ultralenta,
tuttavia, avverrebbe molto più tardi e sarebbe molto più allargato. Per
entrambi i farmaci, peraltro, il tempo per il raggiungimento del picco
di attività varia in misura notevole da paziente a paziente. Le insuline
standard utilizzate per l’insulinizzazione di base presentano anche una
variabilità intraindividuale di azione molto maggiore, da un giorno
all’altro, rispetto sia agli analoghi insulinici ad azione rapida che
all’insulina gl’argine a lunga durata d’azione. I fattori che possono
influenzare la captazione e la biodisponibilità di queste insuline
comprendono il sito di iniezione, il fumo di sigaretta (variabilità del
15% in seguito ad una sola sigaretta), bagni con acqua molto calda,
l’esecuzione di esercizi fisici da parte del distretto muscolare dove è
avvenuta l’iniezione. Queste variabili costituiscono un problema molto
minore per l’insulina gl’argine o per gli analoghi insulinici ad azione
rapida.
Precauzioni di emergenza
Tutti i pazienti con diabete di tipo 1 e quelli in trattamento con
qualsiasi tipo di insulina devono avere a disposizione una prescrizione
di glucagone. I familiari e qualsiasi altra persona che potrebbe
trovarsi nella situazione di dover trattare il paziente per
un’ipoglicemia devono sapere dove si trova il kit per la
somministrazione di glucagone, e devono essere in grado di utilizzarlo.
Personalmente suggerisco ai pazienti di invitare i propri familiari, e
altre persone con le quali sono a stretto contatto, a somministrare loro
almeno una delle solite iniezioni di insulina, in modo da aiutarli a
vincere i timori riguardanti la somministrazione di iniezioni. In più
occasioni sono venuta in contatto con casi di pazienti andati incontro,
in presenza del coniuge, a una grave ipoglicemia, con perdita di
coscienza o comparsa di gravi convulsioni, ed evidenti gravi pericoli,
in quanto il coniuge era troppo ansioso o timoroso per somministrare
l’iniezione di glucagone che era già disponibile in casa. Incoraggio
inoltre i familiari che sono in grado di somministrare iniezioni a farlo
con regolarità (almeno una volta al mese) per quanto riguarda le
iniezioni di insulina al paziente, in modo da mantenersi in allenamento
e da vincere il fattore- paura. Spesso i bambini sono meno ansiosi degli
adulti, ed imparano rapidamente le procedure per la somministrazione del
glucagone. Occorre sottolineare al paziente e ai familiari che tali
iniezioni possono salvare la vita del paziente.
Conclusioni
Per i pazienti con diabete di tipo 1 sufficientemente collaborativi,
intelligenti e motivati, il raggiungimento ed il mantenimento di un
eccellente controllo della glicemia sta diventando sempre più semplice.
Ciò è reso possibile dalla disponibilità di nuove possibilità
terapeutiche, grandemente migliorate rispetto a quelle del passato. Tali
nuove possibilità terapeutiche comprendono insuline più fisiologiche,
sia per quanto riguarda l’insulinizzazione di base, sia per le insuline
che presentano dei rapidi picchi che simulano la normale secrezione
insulinica post-prandiale. Nel corso degli ultimi anni si è inoltre
assistito all’avvento dei centri specializzati nell’educazione dei
pazienti diabetici, e dalla figura dell’educatore professionale per il
paziente diabetico. Questi operatori lavorano in stretto contatto con il
paziente, educandolo e motivandolo su aspetti come la cura della propria
persona, la valutazione quantitativa dell’assunzione di carboidrati, il
monitoraggio della glicemia, l’aggiustamento della terapia insulinica,
etc. tutto ciò ha reso più facile il controllo della glicemia, e molto
più brillante il futuro del paziente diabetico.
Estratto da un
articolo di Nancy J.V.Bohannon
Da Medicina e
Diagnostica , numero 8 , anno II |