BBasal-Bolus, terapia insulinica
Terapia insulinica personalizzata, a più iniezioni, che
prevede la somministrazione di insuline ad azione rapida (bolo) per controllare
la salita della glicemia dopo il pasto e la somministrazione di insuline ad
azione lenta (basale) per controllare il bisogno basale (tra un pasto e l’altro
e durante la notte) di insulina. Tale modello di terapia può essere realizzato
in modo ot-timale con il microinfusore (terapia CSII) (vedi).
Beta cellule
Un tipo di cellule contenute nel pancreas e, preci-samente,
nelle isole di Langerhans.Producono l'insulina; contro di loro si sviluppa il
diabete di tipo 1 autoimmune (vedi).
Biguanidi
Categoria di farmaci a cui appartiene la Metformina (vedi).
Biotesiometro
Apparecchiatura che permette di valutare la sensibilità alle
vibrazioni; è utile per fare diagnosi di neuropatia somatica (vedi).
BMIBody Mass index, o Indice di Massa Corporea;
permette di valutare il peso corporeo. I valori normali so-no
tra 20 e 25; al di sotto del 20 si parla di sottopeso; tra il 25 e 30 di
sovrappeso; sopra il 30 di obesità.
Bulimia
Incontrollato ed eccessivo bisogno di mangiare.
C
Caloria
Unità di misura del valore energetico dei cibi (solidi e
bevande) assunte. A parità di quantità, alimenti di tipo diverso hanno un
diverso numero di calorie. Un grammo di proteine fornisce 4 calorie; così come
un grammo di carboidrati; mentre un grammo di grassi fornisce 9 calorie e un
grammo di alcool 7 calorie.
Campo scuola
Momenti di educazione ed addestramento teorico-pratici
all'autogestione della malattia, dedicati alle persone affette da diabete e
organizzati in forma residenziale in ambienti extraospedalieri. Solitamente
rivolti ai giovani (bambini e adolescenti) affetti da diabete di Tipo 1, vi
possono partecipare, in funzione delle singole competenze, medici ed infermieri,
dietisti, psicologi, insegnanti di educazione fisica, esperti in animazione,
genitori ecc.
Cancrena(vedi Gangrena)
Capillari
Vasi di diametro molto piccolo (da 7 a 12 micron).
Costituiscono la microcircolazione che sta tra le arterie e le vene, sono il
luogo dove avviene lo scambio dei nutri-menti e dei gas tra sangue e tessuti.
Carboidrati
Una delle tre principali fonti di calorie nell’alimentazione
(con le proteine e i grassi o lipidi).
Si dividono in carboidrati semplici e complessi. I carboidrati semplici, detti
anche zuccheri, si trovano normalmente in frutta, verdura e latticini, nonché in
cara-melle, miele, zucchero da tavola e sciroppi. I carboidrati complessi, detti
anche amidi, si trovano in pane, cereali, legumi, riso e pasta. Il metabolismo
trasforma tutti i carboidrati in glucosio e/o in glicogeno. L’assunzione di
carboidrati provoca un aumento, più o meno rapido, della glicemia a seconda che
si tratti di zuccheri semplici o complessi. Nel diabete, l'insufficienza
dell'insulina o la resistenza all’insulina impediscono l’utilizzo degli
zuccheri, che si accumulano così nel sangue.
Carboidrati complessi (amidi)
Sostanze che sono assorbite più lentamente dall’intestino in
quanto devono essere trasformate in zuccheri semplici per essere assorbite.
Comprendono la pasta, il pane e altri prodotti a base di cereali e i legumi.
Carboidrati semplici (zuccheri)
Sostanze che sono assorbite velocemente dall’in-testino in
quanto non devono essere digerite e che, per-tanto, entrano rapidamente nel
sangue causando una ra-pida salita della glicemia. Includono lo zucchero
(sacca-rosio), sono presenti nella frutta (fruttosio) e nel latte (lattosio).
Cardiovascolare
Che riguarda il cuore e il sistema dei vasi sanguigni.
Celiachia
È una patologia cronica indipendente, ma a volte associata al
diabete di Tipo 1. È caratterizzata dall’intolleranza al glutine, una proteina
presente nei cereali (esclusi riso e granoturco) e in vari legumi, che danneggia
la parete intestinale di chi è affetto da celiachia, impedendone così
l’assimilazione dei nu-trienti. (www.celiachia.it)
Charcot, piede di
Detto anche neuroartropatia diabetica; è una complicanza
associata alla polineuropatia diabetica, che conduce al deterioramento dell’osso
e delle articolazioni del piede. Le ossa si frammentano e si deformano tanto da
perdere i normali rapporti tra di loro. Questa complicazione del diabete, se non
diagnosticata e, quindi, non curata nella fase acuta, può evolvere verso una
grave deformità del piede, che può procurare pro-blemi nel camminare e favorire
la comparsa di ulcere, che difficilmente guariscono e spesso si riformano.
Chetoacidosi
È una grave situazione clinica di scompenso del diabete, che
si verifica quando, in mancanza di insulina, l'organismo - per ottenere energia
invece di utilizzare il glucosio - comincia ad utilizzare prevalentemente gli
acidi grassi (vedi) accumulando come scarto sostanze acide, come i chetoni
(vedi). La chetoacidosi inizia lentamente; i primi segni sono nau-sea e vomito,
dolore addominale e un respiro profondo e affannoso, il fiato ha un
caratteristico odore di mela mar-cia. Se il paziente non riceve liquidi e
insulina, la chetoacidosi può avere serissime conseguenze e condurre allo stato
di coma chetoacidosico (vedi). La chetoacidosi è un emergenza clinica tipica del
diabeti-co di Tipo 1.
Chetonemia
Presenza di chetoni nel sangue.
Chetoni(o Corpi chetonici, o Acetone).
Sostanze acide che il corpo produce quando le cellule
bruciano gli acidi grassi.
Chetonuria(o Acetonuria).
Presenza di chetoni nelle urine (il valore normale è 0); in
presenza di forte glicosuria (vedi) è indice di grave scompenso del diabete da
mancanza di insulina.
Claudicatio intermittens
Vuol dire “zoppicare in modo intermittente”. È dovuto al
dolore muscolare durante la camminata, conseguente alla mancanza di ossigeno in
presenza di un’arteriopatia obliterante (vedi) agli arti inferiori.
Classicamente, il dolore si attenua con il riposo e compare tanto più
precocemente (pochi passi) quanto più è grave il deficit di ossigeno.
Colesterolo
Un tipo di lipidi (o grassi) circolanti nel sangue le-gato a
proteine (lipoproteine, vedi). Si divide in HDL Clesterolo (colesterolo “buono”)
e LDL Colesterolo (colesterolo “cattivo”). In gran parte è prodotto
dall'organismo (l'85% del totale), il restante è assorbito da cibi di origine
animale (15% del totale). Il colesterolo è fondamentale per il funzionamento
del-l'organismo, ma un eccesso di colesterolo nel sangue fa-vorisce la
formazione di depositi (placche) sulle arterie, causa principale delle patologie
cardiovascolari (arteriosclerosi).
Coma
Stato d’incoscienza prolungato simile al sonno do-vuto a
sofferenza del cervello a seguito di shock interni, o esterni. Fra le cause del
coma di interesse diabetologico consideriamo il coma chetoacidosico (vedi), l’iperosmolare
(vedi) e l’ipoglicemico (vedi).
Coma chetoacidosico
Possibile conseguenza dello stato di chetoacidosi (vedi).
Coma iperosmolare
Più che da un cattivo controllo del glucosio nel sangue,
deriva da una profonda disidratazione in soggetti in genere anziani, affetti da
diabete di Tipo 2.
Coma ipoglicemico
Possibile conseguenza di una grave ipoglicemia (vedi);
generalmente fa seguito ad una ipoglicemia non trattata; richiede un immediato
intervento (per esempio con un’iniezione di glucagone IM, o infusione di
glucosio ad elevate concentrazioni ev).
Compliance
Termine inglese molto utilizzato anche in italiano. In
Diabetologia indica il rispetto delle prescrizioni e delle istruzioni da parte
del paziente.
Complicanze croniche
Sono patologie croniche, che una persona diabetica rischia di
sviluppare dopo alcuni anni di malattia. In alcuni casi, si tratta di malattie
tipiche del diabete, co-me le complicanze microangiopatiche (vedi) quali la
retinopatia, la neuropatia, la nefropatia; in altri di malattie al-le quali sono
soggetti anche i non diabetici, come i problemi cardiovascolari
(macroangiopatia, vedi); ma che sono più frequenti nelle persone con diabete.
Gli studi più recenti confermano che il rischio di complicanze si riduce
fortemente mantenendo i valori di glucosio nel sangue il più possibile vicini
alla normalità.
Conteggio dei carboidrati
Misura del contenuto di carboidrati presenti in un pasto.
Serve a definire la quantità di calorie assunte deri-vate dai carboidrati e, di
conseguenza, la quantità d’insulina necessaria per assimilarle.
Convulsione
Contrazione involontaria, incontrollata e spastica del
sistema muscolare. Nel diabetico può manifestarsi in concomitanza con gravi
ipoglicemie.
C-peptide
Sostanza prodotta dal pancreas in misura pari al-l'insulina.
Di conseguenza, misurando il C-Peptide si può accertare se il pancreas funziona
ancora e quanta insulina produce. Non avrebbe nessuna attività biologica.
CSII
Questa sigla, in inglese, equivale a “Continuous Subcutaneous
Insulin Infusion”, o “Infusione continua sot-tocute di insulina”.È la terapia
insulinica che si attua con i microinfusori (vedi).
D
DDCCT
Sigla del Diabetes Control and Complications Trial, un
fondamentale studio (trial) effettuato negli Usa tra il 1983 e il 1993 su 1.400
pazienti di Tipo 1. Ha dimostrato che il trattamento intensivo, rispetto al
convenzionale, riduce in maniera significativa il rischio di retinopatia,
nefropatia e neuropatia (complicanze micro-angiopatiche, vedi) e, anche se in
misura minore, di malattie cardiovascolari (complicanze macroangiopatiche,
vedi).
Diabete bronzino (o Emocromatosi).
Malattia di origine genetica nella quale l'organismo assorbe
troppo ferro dagli alimenti che assume e lo accumula nei tessuti.Tra questi
tessuti vi è anche il pancreas, dove è causa di danno delle beta cellule (vedi)
e causa di diabete.
Diabete compensato
È la situazione nella quale i livelli di glucosio, nel sangue
del paziente, rimangono stabilmente vicino a valori normali e l’emoglobina
glicata è inferiore a 7%.
Diabete gestazionale
Forma di diabete che si sviluppa durante la gravidanza. Nel
95% dei casi termina insieme alla gravidanza, ma può preannunciare una forma di
diabete di Tipo 2, che si svilupperà in età più avanzata.
Diabete insipido
Malattia caratterizzata dall'emissione di grandi quantità di
urina molto diluita, ma priva di glucosio. Ha cause e meccanismi completamente
diversi dal diabete mellito, al quale somiglia solo per alcuni sintomi: la sete
e la poliuria.
Diabete instabile
Situazione nella quale il paziente presenta ampie
oscillazioni dei valori glicemici tra valori ipoglicemici e i-perglicemie.
Diabete mellito
È una malattia caratterizzata dall’aumento del glu-cosio nel
sangue. Si riconoscono due tipi principali di diabete, distinguibili per la
causa che procura l’aumento della glicemia nel sangue: il diabete di Tipo 1 (da
danno autoimmune) e il diabete di Tipo 2 (da insulino-resistenza/difetto di
secrezione insulinica).Il termine “mellito” significa “simile al miele” ed è
riferito al sapore dolce delle urine dovuto alla glicosuria (vedi).Il diabete è
una condizione cronica, ossia non “guarisce” spontaneamente.
Diabete scompensato
È la situazione nella quale i livelli di glucosio nel sangue
del paziente e l’emoglobina glicata, oltre a non essere nell’obiettivo
terapeutico raccomandato, non risul-tano essere sufficienti ed espongono il
paziente al rischio di comparsa, o di evoluzione delle complicanze croniche
(vedi) del diabete.
Diabete secondario
Diabete conseguente a difetti genetici, ad altre malattie del
pancreas, o come effetto dell'assunzione di farmaci o sostanze chimiche.
Diabete di Tipo 1(in passato Diabete Insulino-Dipendente, o
Diabete Giovanile).
È la forma di diabete dovuta al danno au-toimmune (malattia
autoimmune, vedi) delle beta cellule (vedi) in cui la produzione di insulina
normalmente dimi-nuisce in modo progressivo sino ad azzerarsi. La vita del
paziente dipende, quindi, dalla somministra-zione di insulina.
Diabete di Tipo 2 (in passato Diabete non Insulino-Dipendente,
o Diabete dell’Adulto).
È la forma più frequente di diabete. La produzione di
insulina può essere normale, o addirittura superiore al normale; ma ottiene
sempre minore effetto sulla glicemia per la presenza di un difetto di secrezione
insulinica, che è associato ad una precedente insulino- resistenza (vedi). Le
persone affette da diabete di Tipo 2 devono tenere sotto controllo il peso
corporeo e svolgere attività motoria, ed eventualmente assumere farmaci
ipoglicemizzanti orali; spesso si rende necessaria la somministrazione di
insulina.
Diastolica, pressione
Pressione sanguigna calcolata nella fase di riposo del
battito cardiaco, quella in cui il cuore non pompa san-gue nelle arterie: è il
più basso dei due valori pressori.
Disidratazione
È uno stato patologico che s’instaura quando la quantità di
acqua persa (urine, sudore, normale evapora-zione) è superiore alla quantità di
acqua bevuta, o assunta con l’alimentazione. Lo scompenso glicemico può
contribuire alla comparsa di disidratazione, in quanto alti livelli di glucosio
nel sangue provocano un aumento della diuresi (poliuria, vedi) e tale aumento
può non essere adeguatamente compensato da una maggiore assunzione di liquidi
per bocca. Dislipidemia Eccesso di lipidi (o grassi) nel sangue (colesterolo,
trigliceridi); è correlata ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari.
Dolcificanti
Sostanze naturali, o artificiali (come per esempio Aspartame
e Saccarina), caratterizzate da un grande potere dolcificante e da un ridotto o
minimo apporto calorico.
E
Ecodoppler
Esame ad ultrasuoni in cui all’effetto doppler si associa
l’eco. Dà informazioni sul flusso del sangue e sulle caratteristiche delle
pareti dei vasi arteriosi o venosi.
Educazione terapeutica
L’educazionesanitaria è la chiave di volta nella gestione del
diabete. Il DCCT (Diabetes Control and Complications Trial ) ha chiaramente
dimostrato che:
1) un accurato controllo metabolico riduce le complicanze
micro-vascolari;
2) per ottenere un controllo metabolico ottimale è
neces-saria un’efficace autogestione del diabete; 3) un’efficace autogestione
richiede degli alti livelli di educazione sanitaria.
Effetto Somogy
Passaggio brusco da livelli molto bassi a livelli molto alti
di glicemia. Può avvenire durante la notte a se-guito di un’ipoglicemia. Prende
il nome da Michael So-mogy, il medico che per primo l'ha documentata.
Emocromatosi
Vedi Diabete bronzino.
Emoglobina glicosilata (in sigla HbA1c).
L'emoglobina è una sostanza presente nel sangue, che tende in
qualche misura a “gli-carsi”, cioè a legarsi a molecole di glucosio. Questo
legame diventa irreversibile. La percentuale di emoglobina glicata sul totale
testimonia la quantità di glucosio, che è stata presente nel sangue nei due/tre
mesi precedenti e permette di valutare l'autocontrollo glicemico messo in atto
da un paziente in un certo arco di tempo.
Endocrino(Sistema endocrino).
Una serie di ghiandole all'in-terno dell'organismo secernono
e riversano direttamente nel sangue delle sostanze, che prendono il nome di
“ormoni”. Attraverso gli ormoni il sistema endocrino è in grado di svolgere
funzioni regolatrici sulla crescita, sulla maturazione sessuale, sulla
riproduzione e sulla digestione. Le principali ghiandole endocrine sono
l'ipofisi, la tiroide, le paratiroidi, le ghiandole surrenali, il pancreas, le
ovaie e i testicoli.
Endocrinologo
Medico specializzato nello studio del sistema endocrino.
Essendo il diabete una patologia del pancreas e quindi endocrina, i diabetologi
sono generalmente specializzati in Endocrinologia. Vi sono, comunque, molti
specialisti in Diabetologia e malattie del ricambio, in quanto in Italia per
molti anni vi è stata la Scuola di Specializzazione in Diabetologia.
F
Fattore di rischio
Condizione, comportamento o eredità genetica, che aumenta la
possibilità di un evento patologico. L'obesità, per esempio, è un fattore di
rischio nel diabete di Tipo 2.
Fibra (alimentare)
Una sostanza presente negli alimenti di origine vegetale. Le
fibre non solubili passano attraverso il si-stema digestivo ed aiutano il corpo
a espellere le feci; quelle solubili, invece, riducono il colesterolo e aiutano
il controllo della glicemia.
Fotocoagulazione
Intervento ambulatoriale eseguito con un apparecchio laser,
che provoca la coagulazione (chiusura di ca-pillari o eliminazione di
neovascolarizzazioni, specialmen-te nell'occhio). È il trattamento più usato nel
caso di reti-nopatia diabetica.
Fruttosamina
Sostanza la cui concentrazione nel sangue indica il valore
medio della glicemia nelle ultime due settimane.
Fundus (oculi) La parte più interna dell'occhio, include la
retina.
Fundoscopia
Esame del fundus per valutare lo stato dei vasi che
alimentano la retina.
G
Gangrena.
Morte di tessuti dovuta all'interruzione del flusso sanguigno
per occlusione delle arterie che portano il sangue alla periferia. È una
condizione irreversibile, che colpisce preferibilmente le estremità degli arti
inferiori. Spesso, si associa ad infezione e rappresenta la più grave
conseguenza dell’arteriopatia obliterante (vedi).
Glicemia
Concentrazione di glucosio nel sangue. È il valore principale
che un paziente diabetico deve controllare, la “prova del nove”, che verifica la
correttezza delle scelte fatte. Mantenere valori normali di glicemia è il fine
dell'autocon-trollo glicemico, che deve essere messo in atto dal paziente
diabetico, nonché la maniera migliore per evitare le complicanze.
GlicogenesiIl
processo attraverso il quale il glucosio è trasfor-mato in
glicogeno.
Glicogeno
Sostanza costituita da zuccheri: si trova nei muscoli e nel
fegato e rilascia glucosio nel sangue in caso di necessità. Il glicogeno è la
principale riserva di energia immediata-mente disponibile dell'organismo.
Glicosuria
Presenza di glucosio nelle urine. È un segnale di scompenso.
In condizioni normali, infatti, il glucosio non dovrebbe essere presente nelle
urine: “tracima” dal sangue alle urine solitamente solo se nel sangue ha
raggiunto un valore (180 mg/dl), detto soglia renale. Questa soglia varia,
comunque, da individuo a individuo.
Glucagone
È un ormone prodotto dalle cellule Alfa del pancreas, che
innalza il livello di zucchero nel sangue in caso di ipoglicemia. Può essere
iniettato in caso di grave crisi ipoglicemica.
Glucometro
Detto anche “lettore della glicemia”, o “reflettometro”, è un
apparecchio che consente di misurare il livello di glucosio nel sangue. È
composto da una striscia sulla quale va apposta una piccola goccia di sangue
capillare e da un apparecchio, che misura la quantità di glucosio presente, sia
valutando la variazione di colore creata da una reazione chimica innescata dal
glucosio sulla striscia (si parla allora di reflettometro), sia misurando la
variazione di potenziale, la corrente elettrica provocata dal glucosio (con la
tecnolo-gia potenziometrica).
Glucosio
È uno zucchero utilizzato da ogni tessuto dell'organismo come
principale fonte di energia. Per utilizzare il glucosio presente nel sangue,
alcuni tipi di cellule hanno però bisogno dell'insulina.
Alti livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia), così come bassi livelli di
glucosio nel sangue (ipoglicemia), sono dannosi per l'organismo, sia sul lungo
che sul breve termine (crisi ipo e iperglicemiche).
Grassi
Una delle 3 classi di cibi che forniscono calorie al corpo.
Si dividono in grassi saturi (a temperatura ambiente si presentano solidi),
generalmente di origine animale, come burro, grassi di carne e lardo, che
tendono a far crescere il colesterolo, e grassi insaturi (monoinsaturi e
polinsaturi), liquidi a temperatura ambiente che proven-gono da piante, olio di
oliva o di semi, che invece tendo-no ad abbassare i livelli di colesterolo.
I
IIDDM
Sigla di Insulin-Dependent Diabetes Mellitus, detto anche
diabete di Tipo 1.
Fino a qualche anno fa era defi-nito anche diabete giovanile;
erroneamente, visto che lo si può riscontrare anche nell'età adulta.
Immunosoppressivi
Classe di sostanze (le più note sono le ciclospori-ne) che
riducono l'efficacia del sistema immunitario del-l'organismo. Sono utilizzati
nella terapia dei pazienti, che hanno ricevuto un organo, per evitare il
cosiddetto “rigetto”. I pazienti immunosoppressi hanno maggiori difficoltà nel
combattere normali influenze e malattie virali.
Impotenza
Definisce la ridotta o nulla capacità di sviluppare, o
mantenere una erezione, oppure di eiaculare. Può essere una conseguenza di lungo
termine di un diabete non ben controllato, che ha danneggiato i nervi o i vasi
sanguigni del pene; ed è spesso associata ad iper-tensione arteriosa. Quasi
sempre, il problema ha anche o esclusivamente origini psicologiche ed è
possibile curarlo. Indice di massa corporea (o Body Mass Index, BMI). Unità di
misura utilizzata nella valutazione dell'obesità. Si ottiene dividendo il peso
in chili per il quadrato dell'altezza in metri. Per es., una persona che pesa
100 chili ed è alta 2 metri avrà un indice di massa corporea pari a 25 [(100 :
(2x2)].
Chi ha un indice di massa corporea compreso fra 21 e 25 può considerarsi
normale, dai 25 ai 29 in sovrappeso, oltre i 30 obeso.
Insensibilità all'insulina
Condizione in cui l'organismo non utilizza al meglio
l'insulina prodotta. Per ottenere l'effetto desiderato, quindi, il diabetico ha
bisogno di produrre o di iniettarsi dosi particolarmente alte di insulina per
portare la glice-mia a livelli normali.
Insulina
Ormone prodotto dal pancreas e, precisamente, dalle cellule
Beta contenute nelle cosiddette isole di Langerhans. L'insulina permette alle
cellule di utilizzare il glucosio contenuto nel sangue trasformandolo in
energia. La causa del diabete è appunto la mancanza, l'insufficiente produzione
o la resistenza all'insulina. L'insulina, che il diabetico non riesce a
produrre, può essere assunta dall'esterno con delle iniezioni. Esistono in
commercio molte insuline diverse per origine (umana, di maiali, di altri
animali, prodotta con Dna ricombinante ecc.), per “potenza”, misurata in unità,
e per “velocità” d'azione (ultralenta, lenta, intermedia e pronta). Una insulina
pronta concentra il suo effetto nelle prime due ore dal momento dell'iniezione,
una ultralenta può coprire il fabbisogno di 12 ore ed oltre. In un futuro
prossimo è prevista la commercializzazione dell’insulina spray, cioè per
inalazione per via nasale.
Insuline miste
Combinazione di due tipi di insuline nella stessa iniezione.
Tipicamente, una mista unisce un’insulina pronta e una intermedia.
Insuline purificate
Insuline con una minore quota di impurità e di proinsulina.
Erano consigliate ai pazienti diabetici che mostravano segni di allergia
all'insulina; le attuali insuline sono tutte purificate.
Insulinoresistenza
I diabetici di Tipo 2 producono quantità sufficienti, anzi
eccessive, di insulina; ma l'azione dell'insulina prodotta è meno efficace. L'insulinoresistenza
è legata all'ipertensione e all'iperlipidemia. È soprattutto presente nei
pazienti in soprappeso ed obesi. Il pancreas risponde alla insulinoresistenza
producendo quantità sempre maggiori di insulina, ma lo sforzo esaurisce le
cellule Beta che smettono di produrla.
Iperglicemia
Eccesso di glucosio nel sangue. Avviene quando il corpo non
dispone dell'insulina necessaria per trasformare il glucosio presente nel sangue
in energia, o non può usare l'insulina a disposizione, o non sta svolgendo la
quantità di esercizio necessaria a bruciare il glucosio assunto. Sintomi
dell’iperglicemia grave e persistente sono sete, bocca secca e un frequente
bisogno di urinare. Nei diabetici insulinodipendenti, l'iperglicemia protratta
non corretta dalla terapia insulinica sfocia velocemente nella chetoacidosi. Sul
lungo termine, frequenti ipergli-cemie producono le complicanze del diabete.
Iperinsulinemia
Alta concentrazione di insulina nel sangue.
Ipoglicemia
Avviene quando il corpo non dispone del glucosio necessario
per svolgere le funzioni richieste. Il diabetico “va in ipoglicemia” perché ha
mangiato troppo poco, ha fatto troppo esercizio fisico, o è stata iniettata
troppa insulina. Sintomi dell’ipoglicemia sono nervosismo, tremito, diminuzione
della sensibilità nelle braccia e nelle mani, confusione, debolezza, sonnolenza,
sudore, mal di testa, visione sfuocata e fame. Si può giungere alla perdita di
coscienza (coma ipoglicemico). È necessaria l'assunzione immediata di piccole
quantità di zucchero, cibi o bevande zuccherate.
Ipoglicemizzanti orali
Categoria di farmaci (generalmente in compresse) prescritte
per ridurre i livelli di glucosio nel sangue. Sono utilizzate per curare i
pazienti diabetici di Tipo 2. Alcuni favoriscono la produzione d’insulina
stimolando il pancreas, altri aumentano la sensibilità all’insulina. Si dividono
in sulfalinuree e biguanidi. Isole di Langerhans Gruppi di cellule nel pancreas
specializzate nel produrre ormoni, fra i quali l'insulina, che aiutano
l'organi-smo a utilizzare gli zuccheri. Vennero scoperte nel 1869 dal patologo e
anatomista te-desco Paul Langerhans (1847-1888).
L
Lancette(VediAghi pungidito).
Laser (terapia) (VediFotocoagulazione).
Lipidi (VediGrassi).
Lipoatrofie o LipodistrofieNoduli di grasso che si formano
sotto la cute, nelle zone in cui sono state concentrate molte iniezioni di
insu-lina consecutive. Non rappresentano un problema medico, ma possono rendere
inefficace l'assunzione di insulina.
Luna di miele (Honey moon)
Si intende il periodo che fa immediatamente segui-to
all’apparizione ed alla terapia insulinica del diabete di Tipo 1, nel quale il
pancreas è ancora in grado di secer-nere insulina.Si assiste alla riduzione
anche marcata del fabbisogno insulinico per un periodo variabile (alcuni mesi).
M
Macroalbuminuria
Presenza nelle urine di una significativa quantità di
albumina: la sua presenza indica un danno renale conclamato. Caratteristica del
diabete mellito di Tipo 2.
Macroangiopatia
Complicanza vascolare a carico dei grandi vasi sanguigni.
Caratteristica del diabete mellito di Tipo 2 può manifestarsi a carico del cuore
(cardiopatia ischemica) o delle grandi arterie degli arti inferiori e può
portare fino all’amputazione.
Macrosomia
Significa semplicemente “grande corpo”: non è un’anomalia
genetica, ma la constatazione del fatto che il feto, o il neonato, sono più
grandi o più pesanti del normale. La macrosomia alla nascita è dovuta ad un
eccesso di glucosio nel sangue della madre, causati a loro volta da un diabete
già noto o gestazionale ed è correlata con un maggior rischio, sia per la mamma
che per il bambino (in età adulta), di contrarre il diabete di Tipo 2. Alcuni
medici parlano di macrosomia dopo i 4 chili, altri dopo i 4,5 chili di peso alla
nascita.
Mg/dl Milligrammi per decilitro.
È l'unità di misura utiliz-zata in Europa per valutare la
concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia). Negli Usa si utilizza invece
il millimole per litro. Un mmo/L equivale a 18 Mg/dL.
Microalbuminuria
Presenza nelle urine di una minima quantità di al-bumina: la
sua presenza indica un iniziale danno renale.
Microaneurisma
Alterazione dei vasi retinici tipica della microan-giopatia
diabetica e costituita da dilatazione, appunto, dei vasi retinici. Si tratta con
la laser terapia.
Microangiopatia
La microangiopatia diabetica è un’importante complicanza, che
interessa i piccoli vasi di diversi organi come occhio, rene e nervi; si può
verificare, a lungo ter-mine, nei soggetti affetti da diabete mellito con
controllo non ottimale. La retinopatia diabetica è l’aspetto più co-nosciuto
della microangiopatia diabetica.
Microinfusore
Apparecchio che immette insulina nel corpo in continuazione e
a dosi regolabili. È un piccolo apparec-chio ad alta tecnologia, che immette
insulina nel corpo in continuazione (a dosi regolabili attraverso un catetere
in-serito nell’addome) e mantiene costante l’insulinemia. Ha dei comandi che
consentono di aumentare, se neces-sario, le dosi di insulina.
Microvascolare
Che riguarda i piccoli vasi sanguigni (i capillari). Le
complicanze microvascolari del diabete sono causate dalla degenerazione delle
pareti dei capillari, che divengono spessi, rigidi e deboli, possono rompersi
perdendo proteine e interrompendo il rifornimento di sangue alle cellule.
Mody
Il diabete mellito non insulino-dipendente a esordio
giovanile: detto anche MODY (Maturity Onset Diabetes in the Young); pur essendo
un diabete di Tipo 2 (che abitualmente inizia dopo i 40 anni), colpisce giovani
sotto i 30 anni, obesi e con predisposizione genetica. Si sviluppa lentamente e
le complicanze appaiono rara-mente e in età più avanzata. È attribuito a carenza
di glucochinasi, enzima del metabolismo del glucosio
Mononeuropatia
Una forma di neuropatia diabetica che colpisce un singolo
nervo.
N
Necrobiosis Lipoidica Diabeticorum
Lesioni superficiali che appaiono sulla pelle generalmente
nella parte inferiore delle gambe. Possono essere piccole o grandi e sono in
rilievo, gialle e cerose in apparenza, con un bordo viola. Non hanno rile-vanza
clinica e, pur non essendo tipiche del diabete, sono più frequenti nelle persone
affette da diabete.
Nefro
Dal greco nèfros, rene, è il prefisso che riguarda tutto ciò
che ha a che fare con i reni.
Nefrologo
Medico specialista in nefrologia, vale a dire nello studio
delle malattie renali.
Nefropatia
Malattia dei reni. La nefropatia diabetica è causata dal
deterioramento dei “filtri” che, nei reni, garantiscono la pulizia del sangue.
La nefropatia è una delle complicanze microvascolari del diabete; colpisce i
piccoli vasi dei reni riducendone la funzione depuratoria fino ad arrivare, per
fortuna oggi raramente, attraverso diversi stati di gravità, all’insufficienza
renale vera e propria. Alla base della nefropatia diabetica vi sono il cattivo
controllo delle glicemia e della pressione arteriosa. Anche i fattori genetici
determinano un aumento del rischio, seppure i geni responsabili non siano stati
ancora ben de-terminati. La nefropatia si può prevenire se si mantiene un buon
controllo metabolico. La diagnosi precoce è fondamentale, perché vi è una
terapia efficacie contro questa complicanza. Se, infatti, la nefropatia si cura
nelle fasi iniziali è possibile rallentarne o bloccarne la progressione.
Occorre, quindi, eseguire l’esame periodico della microalbuminuria per
individuare il segno più precoce di danno renale.
Neovascolarizzazione
Si chiama così il processo attraverso il quale in un tessuto
si formano nuovi capillari.Nella retinopatia diabetica (vedi) la
neovascolarizzazione coincide con la forma “proliferante”.NeuroPrefisso usato
per molti termini che riguardano sia l'attività del cervello (neuropsichiatria,
neurosi), sia l'attivi-tà del sistema nervoso periferico (i nervi che dal
cervello e dal midollo spinale si dipartono verso il corpo).
Neurologo
Medico specialista nello studio delle malattie del sistema
nervoso .
Neuropatia
Malattia del sistema nervoso periferico. Le neuropatie
diabetiche più comuni sono la neuropatia periferica, la neuropatia autonomia (o
somatica, o visce-rale) e la mononeuropatia. La neuropatia sensitiva colpi-sce i
nervi che controllano il tatto, la vista o la percezione del dolore; la
neuropatia periferica, le braccia, le gambe e i piedi; la neuropatia autonomica;
infine, colpisce il siste-ma nervoso involontario (e, quindi, organi come il
cuore, la vescica o l'apparato digerente).
La Neuropatia è un malfunzionamento delle fibre nervose, il cui compito è quello
di trasmettere informazioni, sotto forma di impulsi elettrici, tra il cervello e
tutti gli organi e tessuti del corpo. Il buon controllo metabolico e la
pre-venzione costituiscono gli strumenti più efficaci contro di essa.
NIDDM
Sigla di Non-Insulin Dependent Diabetes Mellitus,diabete non
insulino dipendente, o diabete di Tipo 2.Definito fino a pochi anni fa diabete
dell'adulto (erroneamente, perché sono sempre più frequenti i casi in cui la
malattia inizia in età giovanile), è la forma più comune di diabete (90-95% dei
casi).A differenza di quel che accade nel diabete di Tipo 1, nel quale la
produzione d’insulina cessa improvvisamente, nel diabete di Tipo 2 l'insulina
prodotta diviene gradual-mente insufficiente, o perché è poca, o perché
l'organi-smo sviluppa una resistenza all'insulina. L'insorgenza del diabete di
Tipo 2 è legata, in parte, a predisposizione genetica, in parte all'obesità.
Normoglicemia
Normale livello e andamento della glicemia. È l'obiettivo di
un buon controllo glicemico.
O
Obesità
Condizione nella quale una persona ha un indice di massa
corporea (vedi) superiore a 30. L'obesità è chiaramente legata sia all'insorgere
del diabete di Tipo 2, sia alla frequenza e gravità delle complicanze. Spesso,
l’obesità è accompagnata dalla sindrome meta-bolica, o dalla ridotta tolleranza
al glucosio e può precedere la comparsa del diabete mellito. Una correzione
dello stile di vita (attività fisica e corretta alimentazione) riduce (studio
DPP) del 58% l’insorgenzadel diabete mellito.
Oftalmologo (oculista)
Medico specialista nello studio delle malattie degli occhi.
Ormone
Sostanza chimica prodotta dal sistema endocrino. Gli ormoni
hanno un effetto regolatorio sull'attività di de-terminati tessuti e organismi.
P
Pancreas
È la ghiandola più grande del corpo umano. Parte del pancreas
produce il succo pancreatico, che viene riversato nello stomaco e serve a
digerire i cibi. Alcune aree specializzate del pancreas, le isole di Langerhans,
situate soprattutto nella coda, producono invece ormoni come l'insulina, il
glucagone e la somatostatina.
Pancreas artificiale
Macchina che misura costantemente il livello di glucosio nel
sangue e immette in circolo la quantità di in-sulina necessaria.
Pancreasectomia
Intervento chirurgico che prevede l’asportazione del
pancreas.
Pancreatite
Infiammazione del pancreas. Non è causata dal diabete ma da
virus, malattie della cistifellea o da un consumo smodato di alcol.
Penna da insulina
Sistema per iniettare l'insulina, che ha la forma e la
dimensione di una penna stilografica ed è composta da un ago e da una fiala di
insulina. È utilizzata al posto delle siringhe. Possono essere ricari-cabili o
usa e getta.
Piede diabetico
Costituito da una
serie di lesioni a carico del piede, che si verificano generalmente nei
diabetici non ben controllati dopo molti anni dall’insorgenza del diabete
mellito. Tali alterazioni, se non si interviene tempestivamente, possono portare
ad un aggravamento della funzionalità dell'arto, fino all’amputazione. Nella
dichiarazione di Saint Vincent, uno degli obiettivi principali è la riduzione
delle amputazioni a carico degli arti inferiori nei pazienti diabe-tici.
Esistono, in base alla ezioptatogenesi, due tipi di piede diabetico: 1. Piede
diabetico neurologico
2. Piede diabetico
vascolare
Spesso le due alterazioni possono coesistere.
Piede di Charcot
Detta anche artropatia neuropatica, è una complicanza
associata alla neuropatia diabetica, che porta al deterioramento delle
articolazioni ossee e dei tessuti connettivi del piede.
Podometria computerizzata
Studio dell’appoggio plantare su una pedana computerizzata
per lo studio della postura e delle sue alterazioni
Polidipsia
Sensazione persistente di sete: è un sintomo del diabete.
Polifagia
Sensazione persistente di fame: è un sintomo del diabete,
soprattutto se si accompagna ad una perdita an-ziché ad un aumento di peso.
Poliuria
Stimolo a urinare spesso: è un sintomo tipico del diabete.
Pressione sanguigna (o pressione arteriosa).
È la forza con la quale il sangue scorre tra le pareti delle
arterie.Viene misurata con un apposito strumento (lo sfigmoma-nometro), che
legge due valori: la pressione sistolica (più alta), che si riscontra quando il
cuore spinge il sangue nelle arterie e la diastolica (più bassa), quando il
cuore in fase di rilasciamento aspira il sangue dai polmoni.
Proinsulina
Sostanza prodotta dal pancreas, che viene poi tra-sformata in
insulina. Alcune persone possono risultare allergiche non tanto all'insulina,
che viene loro iniettata, quanto alla proinsulina in essa contenuta. Le insuline
purificate hanno una percentuale minore di proinsulina e possono, quindi,
risultare più indicate in questi casi.
Proteine
Insieme a grassi e carboidrati, rappresentano una delle 3
classi di nutrienti dell'organismo. Sono presenti soprattutto negli alimenti di
origine animale (carni, uova, formaggi latte e yogurt), ma anche in alcuni
vegetali come legumi, grano intero e semi.
Proteinuria
Presenza anormale di proteine nelle urine: è se-gno di un
alterato funzionamento dei reni.
Pungidito
Sistema automatico che utilizza gli aghi pungidito per
produrre la goccia di sangue da utilizzare nell’autocontrollo domiciliare della
glicemia. Ha il vantaggio di essere praticamente indolore e di man-tenere una
soddisfacente asetticità.
R
Rebound (effetto)
Brusco rialzo dei livelli di glicemia. Successivo ad episodi
di ipoglicemia. Il caso più classico di effetto rebound nel paziente diabetico è
l’effetto Somogy (vedi).
Recettori dell'insulina
Punti della superficie esterna della cellula, che le
permettono di legarsi all'insulina presente nel sangue. Quando è legata
all'insulina, la cellula può assumere glu-cosio dal sangue e utilizzarlo al suo
interno.
Reni
Organi che hanno la funzione di filtrare il sangue eliminando
i prodotti del catabolismo e le sostanze tossi-che. Inoltre, mantengono il
corretto equilibrio acido-base e degli elettroliti. Nel diabete mellito mal
controllato, la funzionalità dei reni si riduce progressivamente fino al quadro
dell’insufficienza renale cronica, per cui il paziente può essere costretto alla
dialisi o al trapianto renale (ove possibile). Vedi anche nefropatia.
Retina
La parte centrale dello strato posteriore dell'occhio. È la
superficie sensibile dell'organo della vista, composta da nervi che trasformano
la luce ricevuta in impulsi nervosi e da una fitta rete di sottilissimi
capillari. Questi ultimi potrebbero essere danneggiati da un lungo periodo di
diabete scompensato.
Retinopatia diabetica
Patologia dei vasi sanguigni della retina, la super-ficie
sensibile dell'occhio, su cui i capillari indeboliti rilasciano un fluido. La
visione all'inizio è appena fuori fuoco in certe aree. Nell'80% dei casi la
situazione rimane tale. Se la retinopatia procede, nuovi vasi capillari crescono
(neovascolarizzazione), si lacerano con la comparsa di emorragie che impediscono
la visione. Intorno alla retina si forma, inoltre, un tessuto cicatriziale che
esercita su di essa una trazione lacerandola. Questo processo si chiama
“retinopatia proliferativa" e può portare a gravi danni alla vista.
Retinopatia non proliferativa
Primo stadio della retinopatia diabetica; general-mente non
comporta riduzioni della capacità visiva. È caratterizzata da emorragie,
accumulo di fluidi e da una anomala dilatazione dei vasi sanguigni. Retinopatia
proliferativa Quadro più grave ed irreversibile della retinopatia; è costituito,
oltre che dalle classiche lesioni della retino-patia non proliferativa, anche
dalla comparsa di neofor-mazioni (neovascolarizzazioni) di vasi sanguigni, che
sconvolgono l’architettura dei vasi retinici e porta fino alla cecità.
Ridotta tolleranza al glucosio
Definito in passato diabete latente, chimico, sub-clinico o
borderline, è una situazione nella quale il pa-ziente, pur continuando a
produrre insulina, non metabo-lizza correttamente il glucosio assunto. Spesso,
ma non necessariamente, la ridotta tolleranza al glucosio sfocia in un vero
diabete non insulino dipendente.
Risposta glicemica.
La capacità che ogni alimento ha d’influenzare la glicemia in
un certo arco di tempo.La risposta glicemica dipende dall'apporto calorico
dell'a-limento, ma la sua dinamica (la velocità con la quale l'alimento è
trasformato in glucosio) varia da alimento ad alimento.
Rimbalzo
Brusco ritorno ad alti livelli di glicemia dopo una fase di
bassa glicemia. Vedi EffettoSomogy.
Rotazione dei siti
VediSiti.
S
Saccarina
Dolcificante artificiale a bassisimo potere calorico.
Saccarosio
È lo zucchero comunemente usato in cucina.
Sindrome metabolica
Termine utilizzato per descrivere una combinazione di
fattori, che insieme comportano un alto rischio di malattie cardiovascolari.
Componenti della sindrome metabolica sono obesità, ipertensione (pressione
alta), iperlipidemia (alta concentrazione di grassi nel sangue) e
iperinsulinemia (alta concentrazione di insulina nel sangue).La sindrome
metabolica è tipica dei diabetici di Tipo 2.
Sindrome X
Vedi Sindrome metabolica.
Sistolica
Pressione sanguigna calcolata nella fase in cui il cuore
pompa sangue nelle arterie. È il più alto dei valori pressori registrati
(esempio: 120 in 120/80).
Siti In Diabetologia, sono i punti nei quali ci si inietta
l'insulina. Le zone del corpo consigliate sono l'addome (tranne i due centimetri
intorno all'ombelico), la parte superiore della natica e la parte centrale
esterna della co-scia e sulle braccia. È consigliabile evitare di ripetere le
iniezioni nello stesso sito.
Meglio attuare una rotazione, associando per esempio una parte del corpo a una
fase della giornata (nell'addome la mattina ecc.).
Soglia renale
Livello di glicemia a partire dal quale il glucosio passa dal
sangue nelle urine. Quando il glucosio passa nelle urine, esso viene
eviden-ziato con l’esame, appunto, delle urine; e si parla di gli-cosuria
(vedi).
T
Team diabetologico
Con il DCCT (DiabetesControl and Complications Trial, 1993)
il ruolo del medico diabetologo si è modificato da "fornitore di cure" a "leader
e costruttore del team dia-betologico". Nasce così un nuovo modo di operare
nell'ambito di una malattia cronica così delicata e complessa come il diabe-te.
Il lavoro di gruppo assume un ruolo fondamentale, do-ve la professionalità di
ogni componente contribuisce alla cura del paziente visto come “persona nella
sua globalità” e non più solo come “diabetico”.
Terapia insulinica intensiva
Schema terapeutico che prevede almeno 4 iniezioni giornaliere
di insulina. In casi particolari, il numero delle iniezioni di insulina può
essere anche maggiore (per esempio, nel diabete in gravidanza). Necessaria, per
il diabete di Tipo 1, la terapia intensiva è sempre più spes-so adottata nei
casi di diabete di Tipo 2.
Test di tolleranza al glucosio
Test che stabilisce se un paziente è diabetico. Si effettua
misurando la glicemia del paziente a digiuno, facendogli bere successivamente
una soluzione che con-tiene 75 grammi di glucosio e misurando la glicemia ogni
mezz'ora nelle due ore successive. I valori ottenuti consentono di porre la
diagnosi di presenza o assenza di diabete mellito. Questo test è molto
importante nelle donne in gravidanza per accertare eventuale presenza di
diabete, che viene definito “diabete gestazionale”. In questo caso, si fa bere
una soluzione che contiene 100 gr. di glucosio.
Tipo 1
Sinonimo di diabete insulinodipendente, o IDDM (vediDiabete
di Tipo 1).
Tipo 2
Sinonimo di diabete non insulinodipendente, o NIDDM (vedi
Diabete di Tipo 2).
Trapianto
Nel paziente diabetico di Tipo 1. Esistono sostanzialmente
tre possibilità di trapianto: 1) trapianto isolato di pancreas; 2) trapianto
contemporaneo di rene e pancreas (che ha più possibilità di successo ai fini del
compenso glicemico e che si effettua quando il paziente non ha più funzionalità
renale residua ed è in terapia dialitica); 3) trapianto di insule pancreatiche.
Al momento attuale, il problema rigetto è la limitante più importante di questa
metodica.
Trial
Studio effettuato analizzando per lunghi periodi di tempo su
un numero generalmente elevato di pazienti. Serve per valutare l'effetto a lungo
termine di farmaci e terapie.
U
UKPDS
L'UK Prospective Diabetes Study (UKPDS) è il più grande
studio clinico sul diabete finora realizzato ed ha indicato, per la prima volta,
che le gravi complicazioni del diabete non insulino-dipendente, considerate
spesso inevitabili, possono essere ridotte utilizzando le attuali terapie con
una gestione più intensiva. Lo studio, durato 20 anni, è stato condotto su oltre
5.000 pazienti con diabete di Tipo 2 in 23 centri clinici in Inghilterra,
Irlanda del Nord ed in Scozia.
Ulcera
Lacerazione dello strato superficiale di un organo. Sono note
le ulcere gastriche; ma per i diabetici il problema maggiore sono le ulcere, che
colpiscono l'epidermide dei piedi e delle gambe a seguito di tagli, o dello
sfregamento di calzature poco adatte. Guariscono assai lentamente e devono
essere trattate con estrema cura per evitare il rischio di infezioni.
Umor vitreo
La sostanza gelatinosa e trasparente, che riempie il centro
dell'occhio fra la retina e la pupilla.
Unità di insulina
Dette anche U.I., o Unità internazionali, sono le unità
attraverso le quali si misura la concentrazione di in-sulina. Una terapia
prevede l’assunzione di un certo numero di unità suddivise in più dosi. Viene
utilizzata l’insulina U-100 (ogni ml di preparazione insulinica contiene 100
Unità di insulina).
Urologo
Medico specializzato nello studio del tratto urina-rio. Gli
Urologi si occupano anche degli organi genitali maschili.In questo caso, i
medici specialisti maggiormente compe-tenti sono gli Andrologi (vedi).
V
Vasi sanguigni
Sistema di vasi che, trasportando il sangue a tutti i
distretti corporei, permette di portare alle cellule nutrienti l’ossigeno e di
portar via l’anidiride carbonica ed i prodotti del catabolismo, che verranno poi
eliminati attraverso l’apparato respiratorio e renale. Vascolare Che riguarda i
vasi sanguigni (vene, arterie e ca-pillari).
Vene
Vasi sanguigni a bassa pressione, che portano il sangue dalle
cellule al cuore trasportando anidride carbomica e prodotti del catabolismo. Il
loro calibro aumenta dalla periferia verso il centro.
Vitrectomia
Intervento chirurgico utilizzato per l'asportazione del corpo
vitreo dell’occhio.
Vitreo (corpo)
Parte interna dell'occhio ripiena di liquido di consi-stenza
gelatinosa.
Z
Zuccheri
Una classe di carboidrati caratterizzati dal sapore dolce e
dalla loro capacità di trasformarsi facilmente e velocemente in energia per le
cellule. Gli zuccheri comprendono varie molecole, fra le quali glucosio,
lattosio, fruttosio e saccarosio.Il metabolismo trasforma tutti gli zuccheri in
glucosio. Questo viene utilizzato dalle cellule come “carburante”. Per farlo,
alcuni tipi di cellule hanno però bisogno di un ormone chiamato insulina. In
mancanza di insulina, lo zucchero non viene utilizzato e si accumula
nell'organismo.