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26.01.2004 Il trapianto di pancreas - prof. Boggi su gentile concessione di: http://www.PortaleDiabete.com tratto da: http://www.portalediabete.com/DS/boggi_4.htm ADMIN () - Chat Session "Prof. Ugo Boggi: Il trapianto di pancreas" now opened! - 26-Jan-04 15:01
DANIELA - Il Prof Boggi si è laureato all'Università di Pisa, dove si è poi specializzato in chirurgia e medicina dei trapianti. E’ Professore Associato dal 2001. Ha contribuito notevolmente allo sviluppo del programma dei trapianti di pancreas nell'area di Pisa: il programma è iniziato nel 1996 ed è diventato velocemente il programma più attivo in Italia nel 2000 per quel che riguarda il trapianto di pancreas ed il più attivo in Europa nel 2001. Ha eseguito oltre 300 espianti di organi, tra cui pancreas, rene, fegato ed ha eseguito oltre 200 trapianti. Ha inoltre eseguito trapianti di solo pancreas e trapianti simultanei di pancreas da cadavere e di rene da donatore vivente. L'interesse del Prof. Boggi per la ricerca verte sulla comprensione dei meccanismi che possano portare vantaggi immunologici nei trapianti di pancreas. -
DANIELA - E’ un grande onore, oltre che un grande piacere, presentarvi il prof. Boggi, di cui tanto avete sentito parlare ultimamente, grazie a Silvia e di cui spero sentirete molto parlare prossimamente perche’ mi ha promesso di collaborare in modo ancora piu’ stretto con Portale Diabete. - Buona sera professore, buona sera a tutti -
GIAMPI - Immunotolleranza, come dice il titolo dell'articolo speranza o realtà ? –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Caro Giampi, per il momento speranza anche se esistono buone basi perchè possa diventare realtà. Alcuni studi sono già stati fatti ma bisogna aspettare il risultato di altri (più numerosi) e soprattutto la verifica dei risultati dopo un periodo di follow-up (cioè di controllo) più lungo -
GIAMPI - per "periodo lungo", cosa si intende ? mesi, anni ?? –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Giampi, per periodo lungo intendo anni. Solitamente un follow-up di 3 anni è sufficiente a svelare la maggior parte degli aspetti positivi e negativi di ongi nuova terapia immunosppressiva, ma per alcune cose il periodo di tempo potrebbe essere anche molto più lungo -
SILVIA - allora incomincio chiedendo a che punto è la ricerca con lo sviluppo di nuovi immunosoppressori antitumorali, anzichè aumentare il rischio di tumori? -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Cara Silvia esistono oggi dei farmaci immunosppresori anti-tumorali. La ricerca al momento è rivolta verso lo sviluppo di una terapia tollerogenica. Il problema dei tumori esiste ma non è poi così "epidemico". Con l'attuale terapia immunosoppressiva noi, per ora, non abbiamo avuto nessun tumore in oltre 130 trapianti consecutivi di pancreas e solo 1 linfoma in circa 500 di rene -
DANIELA - Sono molto importanti i dati che ci dai, professore, perche' danno il senso della "realta'", dopo le notizie allarmanti che circolano ultimamente sulla "sicurezza" dei trapianti! -
ANGELA - Ogni volta che parlo o ho parlato di trapianto con qualche diabetologo mi è stato detto (testuali parole) gli effetti collaterali degli immunosoppressori sono un castigo, mi saprebbe spiegare con maggior chiarezza in cosa consisterebbe questo presunto o reale castigo? -
DANIELA - Ecco, appunto, Angela ha ribadito il concetto: e' questo cio' che si sente dire normalmente un diabetico –
ANGELA - Si sente dire di molto peggio cara Daniela, a volte senza esagerazione, una quasi equiparazione all'HIV. –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Angela, i farmaci immunosppressori, un pò come tutti i farmaci possono avere molti effetti collaterali. Il problema non è consiedare solo gli effetti collaterali dei farmaci ma anche la riduzione dela qualità di vita che il diabete comporta, il rischio di complicanze croniche, e la riduzione dela spettanza di vita. Principalmente i rischi dell'immunosppressione sono quello oncologico (soprattutto neoplasie cutanee e linfomi, cui nelle donne si aggiunge il Ca del collo dell'utero) e le infezioni. Per i tumori, però, rimando a quanto ho già detto prima con l'attuale terapia immunosppressiva il problema è molto ridotto, quasi episodico. Per le infezioni il probelma esiste ma non è tale da limitare la qualità della vita. domenica scorsa circa 100 trapiantati hanno corso a Pisa nonsotante la pioggia e nessuno si è sentito male. -
HAPPYFLY - Professore nel darle il benvenuto comincio con chiederLe qualche aggiornatissima notizia sul programma di ricerca cui lei collabora..grazie -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Happyfly, a quale programma di ricerca in particolare si riferisce? -
HAPPYFLY - Quello delle cellule staminali -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Happyfly, personalmente non partecipo a programmi di ricerca sulle cellule staminali. Al momento per quanto riguarda i trapianti nei diabetici non vi è nulla di clinico e neppure di preclinico. L'interesse esiste, è coltivato, ma al momento la reale applicazione clinica appare lontana -
PAOLO - Professore, ci saranno dei nuovi farmaci immunosoppressori più efficaci e meno tossici di quelli attuali nel trapianto di pancreas tra 3-4 anni? –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Paolo, è auspicabile che vi siano nuovi farmaci più efficaci e meno tossici (la ricerca lavora proprio in questa direzione). Attualmente la principale linea di ricerca è quella che prevede una terapia immunosppressiva energica all'inizio tanto da portare il paziente a "tollerare" l'organo senza avere poi bisogno di terapia cronica o con dosi minime -
GIAMPI - Avete mai preso in considerazione il trapianto solo delle insule ? In caso negativo perchè ? -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Giampi, abbiamo preso in cosiderazione il trapianto delle sole insule anche perchè ho la fortuna, e l'onore, che il nostro diabetologo sia stato il primo in assoluto nel mondo ad ottenere l'isnulino-indipendenza nell'uomo. Tuttavia attualmente il successo (inteso come vera e propria insulino-indipendenza) del trapianto delle isole non è neppure lontanamente paragonabile a quello ottenuto con il trapianto del pancreas in toto. I rischi del trapianto delle isole, minori sul versante chirurgico, sono inalterati (anzi maggiori) sul versante dell'immunosppressioe. Pertanto al momento non riteniamo eticamente corretto proporlo ai nostri pazienti nonostante disponiamo del background culturale e delle attrezzature necessarie. Le preciso che anche l'ADA (American Diabetes Association) ancora oggi (Gennaio 2004) considera il trapianto delle isole come una TERAPIA SPERIMENTALE DA APPLICARSI UNICAMENTE NELL'AMBITO DI STUDI CLINICI CONTROLLATI. -
GIAMPI - OK grazie della chiarissima spiegazione!! -
DANIELA - Professore, Pisa e' l'unico centro in Italia ad eseguire il trapianto di pancreas isolato? –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Daniela, Pisa è il centro più attivo per il trapianto isolato che teoricamente può essere eseguito in molti altri centri in Italia. Nel 2003 in Italia sono stati eseguiti 23 trapianti isolati di pancreas di cui 22 a Pisa. Tuttavia so che altri centri sono attivi o interessati (es.: MI San Raffaele, Roma La Sapienza) -
SILVIA - A proposito di farmaci, a Pisa si usa il cortisone anche dopo i 6 mesi dal tx. Come mai dato che crea insulino-resistenza? e iperinsulinemia? Il nuovo pancreas non va incontro ad affaticamento funzionale, non si "esaurisce"? -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Silvia, i vantaggi e gli svantaggi del cortisone sono sempre un argomento di dibattito quando si parla di immunosppressione. certamente gli steroidi hanno svantaggi ma qualsiasi casistica ha risultati di poco migliori in chi usa steroidi rispetto a chi non li usa. In altri termini, di solito si dice che senza steroidi il trapianto non va peggio che con gli steroidi ma mai il contrario. L'insulino-resistenza da steroidi alle dosi usate in terapia cronica, almeno nella nostra esperienza, non è mai stato un problema. Devo dire che alle dosi impiegate non abbiamo mai avuto nemmeno problemi da accumulo del farmaco -
SILVIA - Grazie, prof, chiarissimo e disponibile.... come tutti a Pisa, del resto. Siete eccezionali (un piccolo complimento ci voleva proprio!) -
ALDO - la mia domanda e' banale lo so'....ma quando il trapianto potra' essere esteso alla maggioranza dei diabetici tipo 1?? –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - ALDO, la sua è la classica domanda da 1 milione di dollari. Consigliare o sconsigliare il trapianto ad un diabetico è solo una stima dei rischi del diabete rispetto a quelli del trapianto (intervento chirurgio e immunosoppressione). L'estensione ad una quota maggiore o minore di diabetici dipende quindi dal miglioramento del profilo di sicurezza del trapianto (in verità già buono oggi, e dallo sviluppo nel singolo paziente di problemi legati al diabete (problemi psicologici o complicanze croniche) -
PAOLO - Professore, quanto può durare un trapianto di pancreas? (insulinoindipendenza)
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Paolo, è difficile dire quanto può durare un trapianto di pancreas. Oggi attendiamo però un'insulino-indipendenza del 90% ad 1 anno (94% nella nostra esperienza) e successivamente una perdita di funzione pari a 1-2% per anno. Quindi in base a questa stima (in parte teorica) l'emivita di un pancreas dovrebbe superare i 20 anni
ANGELA - Quali sono i parametri, che sono la condizione necessaria per poter ricevere il trapianto? –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Angela il trapianto del pancreas è indicato certamente (in questo caso è addirittura chiaramente SALVAVITA) nei diabetici con insufficienza renale come trapianto di pancreas e di rene. Nei diabetici senza insufficienza renale conclamanta è oggi indicato in coloro che hanno una grave instabilità metabolica nonostante una terapia medica (cioè le iniezioni di insulina) ottimale; in coloro in cui il diabete è percepito come una limitazione inaccetabile o molto grave della qualità della vita; in coloro che sviluppano più di due complicanze croniche del diabete -
ANGELA - Grazie! Ha centrato tutti i punti su cui desideravo avere risposta! :) -
SILVIA - Può essere utile, per diminuire i rigetti, fare bassa immunosoppressione nei mesi prima dell'intervento? Mi sembrava di aver letto qualcosa in merito.... -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - SILVIA, per coloro che vanno incontro al trapianto isolato di pancreas è stato proposto di iniziare la terapia immunosoppressiva prima del trapianto. Questa strategia avrebbe lo scopo di far trovare il paziente in uno stato di minore reattività immunologica al momento del trapianto. Sebbene essere già immunodepressi al momento del trapianto possa essere utile, al momento vi è un solo centro trapianti al mondo che adotta questa strategia sistematicamanete (UMN, Minneapolis USA). Tuttavia la cinetica dei farmaci comunemente utilizzati, che raggiungono il picco di azione entro alcune ore dalla prima assunzione non fornisce un supporto teorico valido all'uso della "pretransplant immunosuppression" sistematicamente -
SILLY - ma professore scusi, anticipando il trapianto prima che ci siano complicanze gravi, non si aumentano le possibilità di riuscita? -
DANIELA - complimenti Silly! Tu hai centrato il punto! Pensa che tanti "scienziati"....proprio non ci arrivano! :-) –
SILLY - beh daniela, solo un pò di sana logica ;-)....... -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Silly, la sua osservazione è valida. Il trapianto non dovrebbe essere fatto quando si sono già instaurate gravi complicanze. Tuttavia, i pazienti che hanno complicanze iniziali sono quelli che certamente, se non guariranno dal diabete con un trapianto, evolveranno verso danni più seri. Prorpio in questi pazienti appaiono più giustificati i rischi del trapianto, ma non vi è dubbio che sia inutile, ad esempio, attendere di essere ciechi per fare il trapianto di pancreas (meglio farlo prima e continuare a vedere).
SILLY - credo però si tratti più che altro del discorso rischio-beneficio...... -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Silly, è esattamente un bilancio rischio-beneficio che deve essere valutato attentamente in ogni singolo paziente -
DANIELA - Professore, quale e' l'eta' media dei vostri trapiantati? Dopo quanti anni di diabete, mediamente si accede al tx? –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Daniela, l'età media al trapianto è di circa 35 anni con una distribuzione maschi-femmine di circa 1 : 1. La durata del diabete in media è di circa 25 anni. -
SILLY - per esempio professore in un caso di diabete appena diagnosticato come il mio (dallo scorso novembre) avrebbe un minimo senso? –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Silly. direi di no. Non abbiamo ancora (fortunatamente) nessun elemento per poter dire che il suo diabete farà dei "danni" (e speriamo che non li faccia mai, ovviamente). -
SILVIA - Professore, quanto conta, ai fini del successo del tx di pancreas, la compatibilità HLA donatore e ricevente e quanto le buone condizioni dell'organo? Ci sono dati a proposito? –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Silvia, contano un pò tutte le cose. Anche in questo caso è una specie di rischio-benefico. Esistono degli studi ma spesso i risultati sono contraddittori. L'unico elemento certo è che il pancreas, che ovviamente deve essere almeno compatibile per gruppo sanguigno, deve essere giudicato idoeno al trapianto da una equipe esperta. -
PAOLO - Professore, secondo lei quanti anni ci vorranno per avere un pancreas artificiale? è auspicabile oppure è pura fantascienza? –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Paolo, anche questa domanda è molto difficile. Certamente sarebbe auspicabile avere un pancreas artificiale ed è possibile che l'evoluzione tecnologica porti dei miglioramenti significativi. –
DANIELA - professore, a Pisa eseguite anche trapianti di pancreas dopo rene? –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Daniela, si possono essere eseguiti anche trapianti di pancreas dopo rene. Anzi proprio questa categoria di pazienti è una che certamente beneficia di un trapianto isolato di pancreas. -
DANIELA - Immagino infatti che in un passato neanche troppo remoto ai diabetici venisse "riservato" solo il tx di rene, quindi in effetti ora, con i risultati ottenuti grazi ai nuovi immuno, ha senso pensare per questa categoria ad un tx di pancreas! -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Daniela, è importante (anzi fondamentale) che ogni diabetico tipo 1 con trapianto di rene funzionante pensi a correggere il diabete con il trapianto di pancreas. Questi dati sono la miglior spiegazione del perché: un trapianto di rene + 1 trapianto di pancreas garantiscono al diabetico-uremico una sopravvivenza a 10 anni di circa 80% mentre quello di solo rene solo del 20%. In altri termini aggiungendo un trapianto di pancreas aumenta del 60% la possibilità di sopravvivere a lungo termine (10 anni) -
SILVIA - Scusate la domanda tecnica e di interesse puramente personale. Con il drenaggio enterico, l'amilasi sierica può predire il rigetto del pancreas? Se sì, perchè? L'amilasi del nuovo pancreas non è drenata nell'intestino e da qui viene eliminata? -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Silvia, con il drenaggio enterico l'amilasi e la lipasi sono fra i pochi se non gli unici indici biochmici per la diagnosi di rigetto del pancreas. -
PAOLO - Professore, è importante dopo il trapianto di pancreas fare attività fisica? oppure esporrebbe la persona a contrarre più virus?(tipo infezioni,raffreddoti ecc....) grazie –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Paolo, l'attività fisica dopo trapianto di pancreas non solo è possibile ma è anche consigliata. Uno dei primi pazienti che ha ricevuto un pancrreas isolato a Pisa ha corso la maratona di Roma, con nostra piena soddisfazione ed approvazione, appena 6 mesi dopo il trapianto. Domenica 18 Gennaio 2004 a Pisa circa 100 pazienti trapiantati (sfidando pioggia e gelo) hanno partecipato ad una manifestazione podistica non competitiva. Sport e trapianto sono compatibili al 100%. -
DANIELA - fuorche' gli sport cosiddetti "di contatto", che sono sconsigliati, tutti gli altri sono aupicabili! ( scusa Ugo, non volevo sovrappormi). :-( -
ANGELA - Cosiddetti di contatto? –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Angela, gli sport di contatto sono quelli violenti: pugilato, karate, etc. -
SILVIA - Ho letto che il trapianto nel periodo operatorio di midollo osseo del donatore diminuisce il rischio di rigetto del pancreas in seguito. E' così? Perchè succede? A Pisa lo praticate? -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Silvia, il trapianto di midollo osseo dallo stesso donatore simultanemanete la pancreas è stato propugnato ed eseguito principalmente (quasi esclusivamente) dal gruppo di Pittsburgh sotto la guida del compianto Robert Corry. Vi è evidenza che aumenti il microchimerismo donatore-ricevente ma non vi è stata alcuna evidenza riproducibile che ciò si traduca in un vantaggio nella funzione o nella durata della funzione degli organi trapiantati – DANIELA - Un problema che so ti sta particolarmente a cuore: la lista d'attesa preferenziale per i diabetici in attesa di rene. Siete riusciti a fare qualcosa in merito? –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Daniela, stiamo lavorando per la lista "preferenziale" per i pazienti diabetici. In realtà io non la definirei preferenziale ma semplicemente un lista separata che tenga conto delle legittime necessità dei diabetici-uremici senza accomunarli ad altre patologie (fortunatamente) assia meno gravi. -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Approfitto per dirvi che il sistema Italiano trapianti si è finalmente accorto in modo stabile ed organico dei diabetici. Appena qualche giorno fa è stato avviato un programma nazionale di trapianto di pancreas isolato. Avremo quindi a disposizione molti più organi potendo quindi effettuare scelte migliori per ogni possibile candidato. Credo sia veramente una buona notizia. -
DANIELA - Caspita Ugo, questa si' che e' una grande notizia!!!!!!!!!!!!!! Me la manderesti in modo organico, cosi' la pubblichiamo? -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Daniela, certamente ti farò avere tutti i dettagli -
DANIELA - il Prof Boggi mi ha promesso di collaborare con noi di Portale Diabete e dell'Insulin-Free World per sviluppare la cultura del trapianto, per fornire quell'informazione che purtroppo ancora manca, non lo ringraziero' mai abbastanza per questo! -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD -. Grazie Daniela, sei sempre troppo gentile
DANIELA - A proposito di pubblicare, qui: http://www.portalediabete.com/esperienze/silvia.htm trovate il racconto del trapianto di Silvia, per chi non avesse letto le sue email. –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Daniela, ho visto la storia di Silvia. Bellissima.
SILVIA - Davvero una storia bellissima..... ed è merito soprattutto vostro se la sto vivendo :-) –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - A dire il vero mi sono sentito un pochino in colpa per averla fatta venire a Pisa (con annessi stress per Lei e famiglia) due volte prima di trapiantarla, ma purtroppo questo fa parte del "gioco". -
SILVIA - Professore, è stato stressante ma l'avevo messo in conto. Da quando avevo deciso per il tx, qualsiasi sacrificio non contava più pur di raggiungere l'obiettivo -
PAOLO - Quindi professore, avendo più pancreas a disposizione potrebbe ancora migliorare la possibilità di successo? -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Paolo, questo è auspicabile. Più pancreas abbiamo più scelte possiamo fare (il difficile è fare sempre le scelte giuste, ma senza averne l'opportunità non si può neppure tentare) -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Daniela, ma Silvia è la "nostra" silvia o è un caso di omonimia? -
DANIELA - :-))))))))))))) E' proprio Silvia!! La "vostra" e anche la "nostra"!!!!!!!!! -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Cara Silvia sono qui con Sgambelluri e Vistoli. La salutiamo tutti affettuosamente. Tutto OK? -
SILVIA - Ma dai..... ciao Antonio!!! :-) Ciao a tutti. Sì, sono io e va tutto benone per ora. Mercoledì rifaccio i controlli a Torino e poi sento la dott.ssa Giannarelli per la terapia. :-) -
SILVIA - Non potevo mancare alla chat con i miei chirurghi preferiti :-) -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - E' stato un piacere chattare con una delle nostre "pazienti preferite" -
DANIELA - Vedo che siamo in "chiusura": avete altre domande per il Professore? Scommetto che anche oggi e' stata una lunga giornata! :-) -
STEFANO - Scusate se intervengo, ma sarebbe possibile creare un vero e proprio ponte fra chi si volesse avvicinare al trapianto di solo pancreas a Pisa tramite magari il sito proposto da Daniela? Io se volessi avvicinarmi a tale soluzione non saprei a chi scrivere..... –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Caro Stefano, Daniela ha tutti i nostri recapiti. In ogni caso se desidera scrivermi questo è il mio indirizzo e-mail: u.boggi@med.unipi.it. Se invece desidera avere ragguagli diretti circa i trapianti di pancreas può prendere un appuntamento per incontrare me ed in resto dei medici (diabetologo, nefrologo, etc.) al seguente numero 050996731 (Sig.ra Lorella Coordinamento trapianti di pancreas e di rene Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana) –
DANIELA - Stefano, se entri su http://www.portalediabete.com/default.htm vai a TRAPIANTI, trovi i centro trapianti italiani, tra cui quello di Pisa con tutti i numeri di cui hai bisogno –
STEFANO - Non ne ho bisogno ora, ma sapere che ci sono è come dire un assicurazione per il futuro! –
SILVIA - Vi ringrazio per le vostre risposte (e per tutto il resto....). Ora devo andare: devo ancora cenare, il bello di non fare più insulina è anche mangiare quando ho fame! :-) Grazie, professore, e un saluto a tutta l'equipe di Pisa -
PROFESSOR UGO BOGGI, MD ciao Silvia –
ANGELA - Anche io vado, ringrazio il professore per la disponibilità e la chiarezza! Buonanotte a tutti! –
DANIELA - Ciao Silvia, un bacione! –
PROFESSOR UGO BOGGI, MD - Ciao a tutti e buona notte -
DANIELA – Un sincero ringraziamento al Prof. Boggi, sempre cosi’ chiaro e disponibile, e un arrivederci a tutti: buona notte, Italia!
ADMIN () - Chat Session "Prof. Ugo Boggi: Il trapianto di pancreas" now closed! - 26-Jan-04 16:11
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