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Criteri diagnostici La diagnosi clinica di diabete è spesso suggerita da sintomi quali polidipsia e poliuria, infezioni ricorrenti, perdita di peso inspiegata e, nei casi più severi, torpore e coma; elevati livelli di glicosuria sono di solito presenti. Classificazione Tutti i soggetti con diabete mellito possono essere classificati secondo lo stadio clinico e questo può essere fatto in qualsiasi circostanza. Lo stadio di alterazione glicemica può cambiare nel tempo, in base alla progressione del processo patologico sottostante . Il processo patologico potrebbe essere presente, ma non esser progredito al punto da dare iperglicemia. La classificazione eziologia riflette il fatto che il difetto o il processo che conduce al diabete può essere identificato in qualsiasi stadio dello sviluppo del diabete – anche allo stadio di normoglicemia. Così la presenza di anticorpi anti-insulina in un soggetto normoglicemico rende verosimile che quella persona abbia un processo autoimmune di Tipo 1. Sfortunatamente, attualmente vi sono pochi indicatori sensibili o altamente specifici del processo di Tipo 2, ma è verosimile che essi saranno disponibili man mano che l’eziologia viene meglio chiarita. Lo stesso processo patologico può causare alterata glicemia a digiuno e/o alterata tolleranza glucidica, senza rispondere appieno ai criteri per la diagnosi di diabete mellito. In alcuni soggetti con diabete, un compenso glicemico accettabile può essere raggiunto con la perdita di peso, l’esercizio e/o con ipoglicemizzanti orali. Questi individui, quindi, non necessitano di insulina e possono addirittura regredire agli stadi di IGT o normoglicemia. Altri soggetti necessitano di insulina per un controllo glicemico adeguato, ma possono sopravvivere senza. Questi soggetti, per definizione, hanno una secrezione insulinica residua. I soggetti con una estensiva distruzione beta-cellulare, e quindi senza secrezione insulinica residua, necessitano di insulina per sopravvivere. La severità dell’anomalia metabolica può sia regredire (per esempio con la perdita di peso), sia progredire ( per esempio con l’acquisito di peso), che rimanere la stessa.
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lunedì 21 gennaio 2013 20.03.54
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