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Altri tipi:

Ridotta Tolleranza Glucidica

      La classe di “Ridotta Tolleranza Glucidica” è oggi classificata come uno stadio dell’alterata regolazione del glucosio, dal momento che essa può essere osservata in qualsiasi disordine iperglicemico ed  in sé stessa non è diabete.

 

Alterata Glicemia a Digiuno

Viene introdotto un nuovo stadio clinico, quello della Alterata Glicemia a Digiuno, per classificare quei soggetti che hanno valori glicemici a digiuno al di sopra del range normale, ma al di sotto dei valori diagnostici per diabet

 

La Sindrome Metabolica

Uno sei maggiori problemi di classificazione, diagnosi e terapia è rappresentato dalle persone con ipertensione, obesità centrale (parte superiore del corpo) e dislipedia, con o senza iperglicemia. Questo gruppo di persone è ad alto rischio di macroangiopatia .

Spesso una persona con alterata tolleranza glucidica (IGT o diabete) ha anche uno o più degli altri fattori di rischio per la malattia cardiovascolare (CDV) . Questa associazione è stata definita come Sindrome X , Sindrome da Insulino-Resistenza  o Sindrome Metabolica .

Vi è sempre maggiore evidenza che l’insulino-resistenza può essere il fattore eziologico comune per le componenti individuali della Sindrome Metabolica , sebbene vi sia eterogeneità nella entità della relazione dell’insulino-resistenza con le differenti componenti della sindrome, tra le varie popolazioni e anche all’interno di una stessa popolazione. Da sola, ciascuna delle componenti della sindrome comporta un elevato rischio cardiovascolare (CVD) ma, quando presenti in combinazione, esse diventano molto più pericolose . Questo significa che la gestione di una persona con iperglicemia ed altre manifestazioni della Sindrome Metabolica non può focalizzarsi solo sul controllo glicemico, ma deve anche includere strategie per il controllo degli altri fattori di rischio cardiovascolare .

È ben documentato che le manifestazioni della Sindrome Metabolica possono essere presenti fino a 10 anni prima che i disordini glicemici vengano rilevati . Questo è importante in relazione alla eziologia dell’iperglicemia e dell’associato rischio cardiovascolare e ai mezzi per prevenire la CVD e la sua morbilità e mortalità in soggetti con intolleranza glucidica.

La Sindrome Metabolica con normale tolleranza identifica il soggetto come appartenente a un gruppo ad elevatissimo rischio di sviluppare diabete in futuro. Pertanto , la gestione intensiva e precoce della sindrome può avere un impatto significativo nella prevenzione tanto del diabete quanto della malattia cardiovascolare.

Non vi è accordo a livello internazionale sulla definizione di Sindrome Metabolica. La seguente definizione, che non implica una relazione causale, viene fornita come definizione provvisoria, che deve essere migliorata:intolleranza glucidica (IGT o diabete mellito) e/o insulino-resistenza, insieme con due o più delle altre componenti elencate sotto:

·        Alterata regolazione glucidica o diabete (vedi tabella 1)

·        Insulino-resistenza (in condizioni iperinsulinemiche euglicemiche, captazione del glucosio al di sotto del quartine più basso per la popolazione generale oggetto dello studio)

·        Aumentata pressione arteriosa (> 1.7 mmol 1-1 ; 150 mg dl-1) e/o basso colesterolo HDL (>0.9 mmol 1-1 , 35 mg dl-1 negli uomini;>1.0 mmol 1-1, 39 mg dl-1 nelle donne)

·          Obesità centrale (uomini:rapporto vita-fianchi >0.90; donne: rapporto vita-fianchi>0.85) e/o BMI>30 kg m-2

·        Microalbuminuria (escrezione urinaria di albumina >20 mg min-1 o rapporto albumina: creatinina>30 mg g-1)

·        Diverse altre componenti  della Sindrome Metabolica sono state descritte (iperuricemia, disordini della coagulazione, incremento del PAI-1, etc.) ma non sono necessarie per il riconoscimento della condizione.

Diverse altre componenti  della Sindrome Metabolica sono state descritte (iperuricemia, disordini della coagulazione, incremento del PAI-1, etc.) ma non sono necessarie per il riconoscimento della condizione

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ultimo aggiornamento lunedì 21 gennaio 2013 20.03.54
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