AUTOCONTROLLO
DEL GLUCOSIO NELLE URINE
Il
vostro diabetologo vi avrà certamente parlato dell’analisi del
glucosio nelle urine. Tuttavia è possibile che abbiate ancora qualche
dubbio.
Cerchiamo
allora di dare una risposta ai vari quesiti su questi punti:
- Cos’è
l’analisi del glucosio nelle urine
- Perché
un diabetico deve fare l’analisi del glucosio nelle urine
- Quando
e come quest’ analisi deve essere effettuata
Cosa
mi dice un’analisi del glucosio nelle urine?
Un
controllo di questo genere indica se e quanto glucosio è presente nelle
urine. Si tratta di un esame molto facile e nel contempo importante
perché la presenza di glucosio nelle urine fa suonare un campanello
d’allarme: avverte cioè che il livello di glucosio nel sangue (
glicemia) può essere troppo alto.
Per
accertare poi con precisione il livello glicemico ( cioè del glucosio
nel sangue), occorrerà eseguire l’analisi del sangue; non esiste
infatti una corrispondenza esatta tra la glicosuria (presenza di
glucosio nelle urine) e la glicemia ( presenza di glucosio nel sangue).
Cosa
indica un’analisi del glucosio nelle urine?
Quando
c’è una quantità normale di glucosio nel sangue i reni filtrano il
sangue e fanno passare una quantità minima di glucosio nelle urine.
Quando c’è troppo glucosio nel sangue, questo passerà nelle urine,
in quantità più grandi.
Il
glucosio che viene eliminato con le urine sarà evidenziato
dall’analisi e potrà essere un indizio che il livello di glucosio nel
sangue (glicemia) è stato troppo elevato in un determinato periodo
precedente l’analisi stessa.
Cos’è
la soglia renale?
È
il punto o livello oltre il quale i reni lasciano passare nelle urine il
glucosio presente in eccesso nel sangue. Immaginatevi che i reni
costituiscano la diga di un bacino idrico e che il glucosio rappresenti
l’acqua in esso contenuta. Quando c’è troppa acqua, per esempio
dopo un temporale, questa tracima oltre il bordo della diga. Allo stesso
modo, quando il diabetico mangia troppi carboidrati, il livello di
glucosio nel sangue aumenta e finisce per oltrepassare la soglia renale.
Quando questo accade, parte del glucosio viene appunto eliminato con le
urine.
La
soglia renale è uguale per tutti?
No.
La soglia renale è diversa da individuo a individuo e per di più può
variare, in una stessa persona, con il passare del tempo. Di norma
aumenta con l’età, e di conseguenza i diabetici più anziani hanno
una soglia renale più alta di quella dei giovani. Le donne in
gravidanza, invece, hanno di norma una soglia più bassa, e lo stesso
accade per i bambini.
Perché
debbo sapere qual è la mia soglia renale?
La
soglia renale può influire sui risultati dell’analisi delle urine. Se
è alta, non farà scaricare nelle urine il glucosio presente nel sangue
se non quando la glicemia è molto alta. Se è bassa, può far eliminare
glucosio anche quando la glicemia non è elevata.
Un’analisi
della glicosuria può dirmi se la mia glicemia è troppo bassa?
No,
in modo assoluto. Un’analisi della glicosuria può dire che non c’è
glucosio nelle urine. Ciò significa tuttavia semplicemente che il
livello glicemico non era sufficientemente alto per far passare il
glucosio nelle urine. L’analisi della glicosuria non può fare altro.
Quando
debbo analizzare le urine?
Questo
lo deve suggerire il diabetologo, specificando anche quando, e con quale
frequenza, va effettuata questa analisi. Se il diabetico non
è insulino – dipendente, cioè riesce a mantenere il controllo
del diabete già con una dieta appropriata, oppure con un programma
alimentare e con ipoglicemizzanti orali, l’analisi delle urine va
effettuata, di norma, due ore dopo un pasto.
In
un diabetico insulino – dipendente, invece, i momenti più indicati
per l’analisi dipendono dal tipo d’insulina usato e dal numero delle
iniezioni praticate: sarà perciò esclusivamente il diabetologo a
stabilirli.
Perché
è tanto importante il momento dell’analisi?
Perché
questo controllo ha un valore indicativo soltanto se effettuato nel
momento prescritto. Un’analisi, per esempio, fatta dopo un pasto,
indica la presenza di molto glucosio nelle urine: ecco un indizio che il
programma alimentare o il farmaco ipoglicemizzante assunto non sono
adeguati. E sarà il diabetologo a prendere la decisione più opportuna.
Se, invece, l’analisi fosse stata fatta a caso, in un momento
qualsiasi, il dato avrebbe avuto un altro significato.
Cosa
fare dei risultati dell’analisi?
A
ogni controllo della glicosuria bisogna prendere nota del risultato. È
bene non fidarsi della memoria; lo si annoti in un diario o in un
apposito quadernetto di controllo, o su un foglietto di carta che si sia
poi sicuri di non perdere. Così si potranno riesaminare, dopo un certo
tempo, diciamo una settimana, tutti i risultati delle analisi.
L’osservazione
e comparazione di questi dati sarà molto utile nella gestione del
diabete. Se, per esempio, il diario rivela la presenza di glucosio nelle
urine dopo la colazione, però soltanto durante i fine settimana, si
saprà che i pasti più abbondanti del week-end squilibrano la
situazione e, di conseguenza, si farà bene a sorvegliare meglio la
dieta in quei giorni. Oppure si potrà aumentare l’esercizio fisico
per riuscire a bruciare l’eccesso di cibo.
In
pratica i risultati delle varie glicosuria offriranno un quadro più
completo dell’andamento del diabete. Ed è proprio questo a dare
importanza all’analisi delle urine e dell’autocontrollo in generale.
I
risultati di una sola analisi costituiscono semplicemente un indizio;
per una piena valutazione degli effetti della dieta o dei farmaci
assunti, è necessario avere tutta una serie di dati successivi ottenuti
dalle rilevazioni fatte dietro consiglio del diabetologo per almeno una
settimana.
Cos’altro
debbo annotare sul libretto di controllo?
Oltre
a data, ora e risultato dell’analisi, aggiungere anche come ci si
sente in quel momento: bene, male,o così così.
Annotare
anche se si fa attività fisica e gli eventuali spuntini straordinari.
Ed ancora quello che si prova, se si ha un raffreddore o anche un
semplice mal di testa. Vanno poi indicati i farmaci che si assumono (
insulina o altro, nelle quantità) e se si è fatto qualcosa di diverso
dal solito. Sono tutte informazioni che possono essere di aiuto sia al
diabetico, sia al diabetologo.
Come
si raccoglie il campione di urina per l’analisi?
Si
può fare in due modi: il primo si chiama di “prima minzione”,
l’altro di “seconda minzione”. Nel primo caso si raccoglie
l’urina in un recipiente pulito e asciutto e la si analizza
immediatamente. Nel secondo si deve urinare, senza però raccogliere
questa urina, e subito dopo bere un bicchiere d’acqua, dopo una
mezz’ora, si deve tornare a urinare e questa volta raccogliere
l’urina in un recipiente pulito e asciutto e fare l’analisi. Si
tenga presente che non occorre una grande quantità di liquido per
l’autoanalisi.
Che
differenza c’è fra un campione del primo caso e uno del secondo?
L’urina
di prima minzione indicherà la quantità di glucosio passata dal sangue
nell’urina dall’ultima volta che si è urinato. E può essere stato
parecchie ore prima. Un campione di seconda minzione darà invece
un’idea orientativa della situazione della glicemia più recente.
Debbo
sempre raccogliere il campione d’urina in un recipiente?
Non
necessariamente. I risultati sono identici se si bagna l’estremità
reattiva della striscia nel getto di urina e la si scuote immediatamente
per eliminare il liquido in eccesso.
Se
sono malato, cosa devo fare?
In
caso di malattia, si deve fare ancora più attenzione
all’autocontrollo del diabete. Di conseguenza sarà bene aumentare il
numero delle analisi. Si dovrà, per esempio, controllare la glicosuria
tutte le volte che si urina. Un aumento dei valori può essere un
indizio di iperglicemia, cioè di un aumento del glucosio nel sangue: in
questo caso è bene informare il medico, soprattutto se il livello della
glicosuria è elevato. Un diabetico influenzato deve poi bere
abbondantemente e cercare di osservare il più rigorosamente possibile
il suo programma alimentare e assumere farmaci nei momenti e nelle dosi
prescritte. Sarà il medico curante, o il diabetologo, a suggerire
eventuali modifiche.
Durante
la malattia è bene effettuare anche una analisi dei chetoni (acetone)
nelle urine: si tratta di sostanze chimiche la cui eccessiva produzione
da parte dell’organismo costituisce un indizio da segnalare subito al
medico, perché può essere l’avvisaglia di una chetosi diabetica e,
nei casi più gravi, di una chetoacidosi diabetica.
QUAL
E’ IL MODO MIGLIORE PER FARE UN’ANALISI DELLE URINE?
Vi
elenchiamo una serie di consigli validi per ogni tipo di analisi delle
urine:
1)
leggere e seguire attentamente tutte le istruzioni allegate al
prodotto.
2)
Avere sottomano un orologio con una lancetta dei secondi, per
controllare i tempi dell’analisi, che sono molto importanti.
3)
Accertarsi che il recipiente per raccogliere l’urina sia
perfettamente pulito e asciutto.
4)
Non toccare mai con le dita le zone reattive delle strisce, o le
compresse, da usare per le analisi.
5)
Accertarsi che i flaconi siano sempre richiusi bene, subito dopo
aver prelevato la striscia.
6)
Non mescolare strisce reattive provenienti da flaconi diversi
allo scopo di conservarle in un recipiente solo. E non trasferirle da un
recipiente all’altro.
7)
Conservare strisce e compresse in un ambiente fresco e asciutto,
ma non in frigorifero o peggio ancora nel freezer. Il bagno non è il
locale ideale, perché la sua umidità può penetrare in un flacone non
perfettamente chiuso e danneggiare le strisce o le compresse. Tenere
sempre il prodotto fuori della portata dei bambini.
8)
Prima di utilizzare qualsiasi prodotto, assicurarsi che sia in
buone condizioni. Per esempio che le zone reattive delle strisce non
siano scolorite.
9)
Non eliminare i piccoli sacchetti bianchi presenti nelle
confezioni delle strisce (servono per proteggere il prodotto
dall’umidità), ma non passarli nemmeno da un flacone all’altro.
10)
Non utilizzare un prodotto per analisi dopo la data di scadenza.
Controllare la data sulla confezione.
11)
Analizzare l’urina immediatamente dopo il prelievo, nel momento
e nel giorno indicato dalla prescrizione.
12)
Non usare la scala di colore di un prodotto per controllare il
risultato ottenuto con un prodotto diverso. Esistono differenze nelle
scale di ciascun prodotto.
Come
sono indicati i risultati di un’analisi delle urine?
I
risultati dell’analisi delle urine sono espressi attualmente in unità
definite, e senza i segni “più” e “meno” che si usavano in
passato. Scelto un sistema, è bene seguirlo sempre e annotare sul
diario i risultati ottenuti. Sarà il diabetologo a suggerire il sistema
migliore, tuttavia i dati annotati dal diabetico saranno ugualmente
utili. Esiste un’equivalenza fra i vari sistemi, così 1%, che
significa un grammo di glucosio per 100 ml di urina, equivale a 10 g/l
o a 1.000 mg/dl.
Molte
organizzazioni internazionali raccomandano una generalizzazione del
sistema conosciuto come Sistema Internazionale di Unità (SI) che indica
la concentrazione in “mole”/litro o per multipli o sottomultipli (millimole/litro)
per sostanze di peso molecolare definito, come nel caso del glucosio.
Per
passare al valore di mmole/l si dividono i mg/dl per 18: (1%=1.000
mg/dl: 18 = 55,55 mmole/l), dato che una “mole” di glucosio ha un
peso di 180 g. ma tutto ciò può essere complicato e non necessario.

|