L’AUTOCONTROLLO
DELLA GLICEMIA: QUANDO E QUANTE VOLTE
Una
volta iniziato l’autocontrollo glicemico, il medico di solito
suggerisce un’analisi del sangue prima e dopo ogni pasto, e prima di
coricarsi. Questi dati permettono di giudicare come influiscono sulla
glicemia i pasti e la terapia, sia essa basata sull’insulina o sugli
ipoglicemizzanti orali. L’esame della sera dirà cosa e quanto
mangiare prima di coricarsi, per evitare che la glicemia, da troppo
alta, diventi troppo bassa. Una volta che si sia imparato ad adattare il
programma di controllo, sarà possibile variare il momento e la
frequenza delle glicemie da seguire. Va tenuto comunque presente che, di
solito, più regolare e maggiore sarà il numero delle analisi
quotidiane, migliore sarà il controllo del diabete. Per quanto riguarda
gli orari dell’autodeterminazione glicemica, il consiglio che più di
frequente viene dato riguarda sette momenti della giornata: tre prima
dei pasti principali, tre dopo di essi e uno, infine, prima di
coricarsi. Un’ora o due ore dopo aver iniziato il pasto? Questo lo
deciderà il medico: quello che importa è che sia sempre un’ora
oppure due ore dopo.
Non
è detto che ogni giorno debba esser fatto il controllo dell’intero
profilo glicemico. Lo si può fare di tanto in tanto e nei giorni
d’intervallo lavorare, come si dice “a scacchiera”, secondo uno
schema di facile comprensione se si osserva la tabella.
Se
si prende un raffreddore, o un influenza, o altra indisposizione, o se
si è sottoposti a una tensione emotiva, può rendersi necessaria una
maggiore frequenza del dosaggio della glicemia, perché tutte queste
situazioni possono comportare variazioni glicemiche che modificano e
peggiorano il controllo del diabete. Aumentando la frequenza delle
analisi del sangue è possibile sapere esattamente fino a che punto
questi fattori influenzano i livelli glicemici e, di conseguenza, quali
modifiche effettuare nell’alimentazione e nelle dosi di farmaci per
riportare questi livelli nella norma.
Quando
si è malati, è opportuno effettuare anche un’analisi dei chetoni
nelle urine e quando se ne accerta una presenza moderata o elevata, è
bene consultare il medico. Se il diabetico è insulino – dipendente,
un dato positivo costituisce un segnale di allarme per il pericolo di
una chetosi o di una chetoacidosi diabetica ( detta anche coma
diabetico), una condizione che è bene evitare.
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L’autocontrollo
glicemico
“a
scacchiera”
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Prima
di colazione
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Due
ore dopo colazione
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Prima
di pranzo
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Due
ore dopo pranzo
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Prima
di cena
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Due
ore dopo cena
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Prima
di coricarsi
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Lunedì
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Si
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Martedì
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Si
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Mercoledì
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Si
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Giovedì
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Si
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Venerdì
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Si
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Sabato
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Si
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Domenica
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Si
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Come abbiamo già visto, una
tensione emotiva è tra le cause che possono alterare la glicemia. Può
essere causata da problemi familiari, di lavoro, da un esame a scuola, o
addirittura dalle vacanze. Se si nota un aumento della glicemia ( per
cause non riconoscibili), probabilmente questo è dovuto
a una forma di tensione emotiva e allora bisogna ricercarne la
causa e tentare di prevenirla, anche se la tensione emotiva fa parte
della vita quotidiana e non è sempre possibile
controllare gli avvenimenti che la provocano. Tuttavia è
possibile controllare le proprie reazioni, e, se si ha bisogno di aiuto, conviene
parlarne con il diabetologo.

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