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FAST FOOD COLPEVOLE O INNOCENTE?

Due ricerche hanno dato il voto ai “pasti rapidi”, con risultati opposti. Ma la contraddizione è soltanto apparentemente. Con i nostri esperti abbiamo fatto il punto della situazione.

È di qualche giorno fa la notizia che in Germania gli ispettori della Stiftung Warentest, la Fondazione a difesa dei consumatori, hanno espresso un giudizio positivo su ben 9 fra 19 panini con hamburger esaminati, mentre solo uno è stato giudicato “scarso”, nello stesso tempo, però, sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet è stato pubblicato uno studio dal quale emerge l’esistenza di una forte associazione fra frequente consumo al fast food, aumento di peso ed insulino-resistenza (che può rappresentare la strada che conduce verso il diabete di tipo 2, quello dell’adulto). Due notizie in contraddizione fra loro?nient’affatto. semplicemente il fenomeno fast food è stato esaminato sotto due punti di vista diversi. In un caso, si è focalizzata l’attenzione sulla qualità di alcuni prodotti, nell’altro sull’impatto che certe abitudini alimentari possono avere sulla salute. Vediamo di fare il punto.

 

L’HAMBURGER

Si tratta di una analisi in cui gli hamburger sono stati confrontati con gli hamburger: i nove risultati migliore lo saranno senz’altro, ma questo non ci autorizza a pensare che la loro carne sia la migliore in assoluto o che l’hamburger abbia lo stesso “valore” del filetto.

 

QUALI CONTORNI

“passando ai contorni, va detto che le insalate sono un’ottima scelta nutrizionale, ma sotto il profilo igienico, possono qualche volta lasciare a desiderare. Quanto alle patatine, non sono state prese in considerazione in questo test, ma la loro presenza potrebbe modificare anche notevolmente il giudizio. E questo sia per il loro contenuto di grassi utilizzato, che è indispensabile conoscere per fare una valutazione”. E sempre a proposito delle patatine, va ricordato che ultimamente si è parlato di un possibile “rischio acrilammide” sostanza che si forma quando alcuni alimenti vengono riscaldati ad elevate temperature e che può essere presente, in particolare, nei prodotti a base di patate. Le patatine del fast food non presentavano livelli preoccupanti di questa sostanza, contrariamente a quanto riscontrato in alcune marche di chips in sacchetto.

 

FATTORI DI RISCHIO

 Ma allora il fast food è “innocente”? Poiché gli Stati Uniti sono la patria dei “pasti rapidi” è comprensibile che gli studi più importanti provengano da questo Paese, in cui, peraltro, è gravissimo il problema dell’obesità. Fra i vari studi, uno dei più importanti, recentemente pubblicato sulla rivista The Lancet, ha coinvolto 3000 persone di entrambi i sessi, fra 18 e 30 anni, seguite per 15 anni. Confrontando, dopo questi 15 anni, l’aumento medio di peso di consumava meno di un pasto alla settimana nei fast food, con quello di chi ne consumava più di due, si è osservato, in questi ultimi, un aumento di 4,5 kg in più rispetto ai primi e un aumento dell’insulino resistenza doppio (come il soprappeso, anche l’insulino resistenza è un fattore di rischio per il diabete 2). Queste associazioni sembrano essere largamente indipendenti da altri fattori come la sedentarietà. Le ipotesi avanzate per spiegare quanto osservato includono: la grandezza delle porzioni anche delle bevande dolci; la densità energetica (tante calorie in poco volume); l’elevata presenza di oli parzialmente idrogenati che possono favorire insulino resistenza; la notevole presenza di cibi poveri di fibra e ricchi di amido e di zuccheri aggiunti, caratterizzati da un elevato  indice glicemico (che provocano rapidi rialzi del livello di glucosio nel sangue), pure associato col rischio diabete.

 

IN ITALIA

Come interpretare questi risultati? Innanzitutto, bisogna tener conto del fatto che le porzioni dei fast food americani sono diverse dalle nostre. “Il bicchiere più piccolo di bibita negli USA è di 500 ml e quello “large” può arrivare a 1 litro e 800ml. Da noi si va dai 250ml ai 500ml. Recentemente negli USA una grande catena di fast food ha ridotti le porzioni “large” di patatine da 210 a 180 grammi.

Da noi la confezione piccola è 75 – 80 grammi, quella grande di 140. Concludendo, direi che se si frequenta il fast food una volta alla settimana e ci si limita al panino con hamburger seguito da un’insalata, una macedonia e acqua minerale non ci sono particolari problemi. Qualche attenzione invece se all’ hamburger con formaggio fa seguito una porzione di patatine, bibita, gelato. Se la frequenza è di un paio di volte a settimana  il primo schema sarà quello più indicato. “ Per meglio capire, però perché non conviene esagerare con i fast food, può valer la pena ricordare che un pasto medio costituito da pasta, bistecca, insalata, mezzo panino ed un frutto apporta circa 800 kcal con un miglior apporto, e ripartizione, fra nutrienti, cui si associa una rallentata velocità di assorbimento che facilita la percezione precoce della sazietà e le funzioni digestive dell’organismo”. 

 

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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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