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BUONI PROPOSITI A
TAVOLA

Siete
reduci dall’ennesima dieta fallita? Quest’anno cambiate tattica: per
modificare le abitudini alimentari bisogna partire dagli errori
personali. E accontentarsi di migliorare passo passo. Ecco come.
GLI
ERRORI
Pensando
alle vostre abitudini, cercate di verificare se, fra gli errori
riportati qui sotto, ve ne sono alcuni che fate abitualmente anche voi
-
raramente mi chiedo se le porzioni di alimenti che mangio sono
davvero adatte per me.
-
scelgo sempre le stesse cose.
- mi
capita spesso di evitare, anche per più giorni, un intero gruppo di
alimenti, come quello dei cereali e dei suoi derivati, o come quello
del latte e dei formaggi.
-
mangio molta carne, specie quella rossa.
-
consumo poca frutta e verdura.
- non
mangio quasi mai broccoli, broccoletti e gli altri ortaggi di questa
famiglia.
- non
presto attenzione alle quantità o al tipo di grassi usati.
-
faccio spesso uso di grassi di origine animale (burro, panna).
- non
scelgo quasi mai cereali di tipo integrale.
-
mangio molto formaggio, anche dopo un pasto completo.
- i
legumi sono poco presenti nella mia “dieta”.
-
mangio salumi una o più di una volta al giorno.
-
utilizzo spesso piatti già pronti, ma non mi preoccupo di conoscerne
le caratteristiche e, anche se ci sono le etichette, raramente le
leggo.
- non
mangio quasi mai il pesce.
-
faccio molto uso di dolci e di bevande zuccherate.
- ho
l’abitudine di aggiungere sale ai cibi, anche prima di assaggiarli.
-
bevo abitualmente il vino a tavola e anche qualche superalcolico, ma
non tengo conto della loro quantità.
- non
bevo mai acqua se non quando ho sete e a volte ignoro anche questo
segnale.
- non
faccio la prima colazione.
- so
che movendomi poco è più difficile mantenere un giusto peso, ma
resto comunque molto sedentario.
DALLA
TEORIA ALLA PRATICA
Partendo
da tre tra gli sbagli nutrizionali più comuni, vi indichiamo il percorso
da fare per non cadere più in tentazione. Con la raccomandazione di
concedervi tutto il tempo necessario per cambiare davvero.
CONSUMO
POCA FRUTTA E VERDURA
Perché cambiare. Un’ulteriore valida ragione per mangiare frutta e
verdura in abbondanza viene da un recente documento dell’OMS nel quale
si stima che, potenzialmente, si potrebbero salvare fino a 2.7 milioni
di vite all’anno aumentando adeguatamente il consumo di frutta e
verdura. In un altro documento FAO – OMS si raccomandano, per la
prevenzione delle malattie croniche quali cardiopatie, cancro, diabete e
obesità, almeno 400 grammi di frutta al giorno, mentre altri autorevoli
organismi (fra cui l’Istituto Nazionale del Cancro americano)
suggeriscono almeno 5 porzioni giornaliere.
Obiettivo. Se attualmente consumiamo solo una o due porzioni di
frutta e verdura nella giornata, potremmo porci come obiettivo
temporaneo di passare a 3 – 4 porzioni per poi arrivare alle 5 porzioni
ideali.
Strategia. Se siamo giunti alla conclusione che non mangiamo
quantità adeguate di frutta e verdura perché non amiamo particolarmente
il sapore di questi cibi, oppure perché non abbiamo tempo per preparare
le verdure o, ancora, perché questi prodotti costano molto o magari ci
risulta difficile trovarli nel bar o nei locali dove spesso mangiamo,
potremmo pensare alle seguenti soluzioni: preparare le verdure in modo
fantasioso, magari ispirandoci ad un libro di ricette; ricorrere anche
alle insalate pronte o alle verdure surgelate che hanno tempi più rapidi
di cottura, oppure approfittare del week end per cucinare (e congelare)
le verdure per l’intera settimana. Per contenere i costi, potremmo
acquistare solo prodotti di stagione e fare la spesa nei mercati rionali
o nei punti vendita più convenienti. Se invece non troviamo frutta e
verdura nel bar dove pranziamo di solito, possiamo individuare altri
locali che ci offrano questa possibilità, prendendo anche l’abitudine di
portare sempre con noi un frutto da casa. Per raggiungere l’obiettivo
temporaneo delle 3 – 4 porzioni giornaliere di frutta e verdura potremmo
“concederci” una settimana, e un’altra ancora per consolidare il
risultato. Una volta raggiunto il risultato, sposteremo l’obiettivo
sulle 5 porzioni raccomandate. E, raggiunti anche questo traguardo, ci
regaleremo un libro, un cd o comunque qualcosa che ci faccia piacere.
RIEMPIO
IL PIATTO SENZA BADARE ALLE PORZIONI
Perché cambiare. Quando non si presta la dovuta attenzione alle
porzioni, è facile esagerare con le calorie, ma anche avere una
alimentazione squilibrata, troppo ricchi di certi alimenti e povera di
altri. E questo può rappresentare un rischio.
Obiettivo. Se sono soprattutto i primi piatti il nostro punto
debole, potremmo partire da qui. In primo luogo, potremmo verificare,
consultando fonti attendibili (come le Linee guida per una sana
alimentazione, reperibili presso il sito
www.inran.it) qual è la quantità di pasta o
riso prevista per noi nella giornata (in genere, 80 grammi circa, peso
crudo).
Strategia. A partire da questo riferimento, potremmo imparare a
riconoscere qual è la porzione più adeguata a noi in virtù della nostra
fame7sazietà, nelle diverse condizioni di vita. Non esiste infatti una
quantità rigidamente determinata, ma sicuramente potremo identificare la
nostra porzione media. Fatto ciò, il primo obiettivo potrebbe essere:
abituarci a riconoscere, e a non superare, questa dose. Se non
controlliamo le quantità di pasta o riso perché troviamo più veloce
valutarle ad occhio anziché usare la bilancia – oppure perché, mangiando
fuori, non abbiamo la possibilità di verificare i pesi degli alimenti, o
magari perché ci fa piacere vedere il piatto bello pieno – potremmo
pensare alle seguenti soluzioni: preparare in appositi pacchettini le
porzioni di pasta o riso in modo da averle pronte al momento dell’uso.
Utilizzando pasta di formati diversi, si imparerà presto a valutare ad
occhio il volume che occupano nel piatto e questo permetterà di stimare
con una certa precisione le porzioni anche quando mangiamo fuori casa.
Se amiamo vedere il piatto bello pieno, possiamo utilizzare i formati di
pasta (come conchiglioni, penne, rigatoni, fusilli) che, non
appiattendosi durante la cottura, occupano più volume. Per aumentare il
volume dei primi piatti, si può utilizzare spesso la verdura e, se vi si
aggiunge una modesta quantità di carne, pesce o formaggio, questo
diviene addirittura un piatto unico. Due, tre settimane sono un periodo
giusto per provare queste o altre strategie e per abituarsi. Una volta
raggiunto l’obiettivo, prima di passare ad un altro, ci possiamo fare un
piccolo regalo: per esempio una serata al cinema.
NON
FACCIO MAI LA COLAZIONE
Perché cambiare. Rifornire l’organismo della giusta quantità di
energia ( circa il 20% delle calorie giornaliere) è il modo migliore e
più fisiologico per iniziare la giornata, a maggior ragione se, come
spesso avviene, a pranzo si consuma un pasto veloce e leggero. Senza
dimenticare che chi no fa la prima colazione tende spesso ad avere un
calo di attenzione e di rendimento nel corso della giornata.
Obiettivo. Se ora beviamo solo un caffè, possiamo cercare di
aggiungervi almeno un altro alimento a scelta – come uno yogurt o due o
tre biscotti secchi a fette biscottate – aumentando poi la quantità, ma
senza perdere di vista anche la quantità degli alimenti.
Strategia. Se non facciamo la prima colazione perché non siamo
abituati – oppure al risveglio non abbiamo fame o, ancora, perché al
mattino siamo sempre di fretta – potremmo “invogliarci” puntando su
alimenti graditi come la marmellata o il miele, il pane più buono, lo
yogurt più invitante. E poi, concederci il tempo necessario per fare di
questo pasto un momento di relax. Chi al mattino non ha fame, può
provare ad alleggerire un po’ la cena o, se possibile, ad anticiparla.
Per non essere troppo di corsa, si può puntare la sveglia dieci minuti
prima del solito e preparare, già alla sera, tutto l’occorrente per la
colazione. Ci si può “concedere” una settimana per ogni piccolo
cambiamento, proponendosi di arrivare, entro un mese, ad una colazione
adeguata. Per ogni traguardo raggiunto ci si potrebbe gratificare
acquistando, per esempio, delle belle tazze o degli alt5ri oggetti per
la prima colazione. |