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MEDICI
DI PITTSBURGH RIDUCONO LE DOSI
DI MEDICINE DOPO I TRAPIANTI
Pittsburgh
Post-Gazette
26
agosto 2002. Medici dell’Universita’ di Pittsburgh riferiscono il
successo di un nuovo metodo di terapia per i trapiantati.
Al
posto della pratica attuale di somministrare ai pazienti alte dosi di
medicine per deprimere il sistema immunitario non appena l’organo e’
stato trapiantato, l’equipe di Pittsburgh somministra una dose di una
medicina che riduce le importanti cellule del sistema immunitario poche
ore prima del trapianto e abbassa le attuali dosi ad un solo antirigetto
iniziando il giorno dopo il trapianto. Novanta giorni dopo, se non
c’e’ stato nessun episodio di rigetto, il processo di
“svezzamento” del paziente dagli immunosoppressori comincia.
Una
strategia simile, senza che vi fosse il deliberato tentativo di eliminare
gli immunosoppressori, si ebbe 40 anni fa’, secondo quanto riportato da
Pittsburgh.
Di
9 pazienti che hanno ricevuto un rene da vivente allora, 7 sono stati
senza terapia immunosoppressiva tra i 2 anni e mezzo e 38 anni.
Alcuni
hanno smesso di assumere le medicine per propria decisione. Altri lo hanno
fatto sotto controllo medico. L’esperienza clinica di 4 decadi, abbinata
alla comprensione attuale di cosa richieda il sistema immunitario per
accettare l’organo trapiantato, ha portato al “nuovo” approccio
clinico, ha detto il Dr. Thomas E. Starzl al congresso sui trapianti di
Miami.
Ricercatori
dell’Universita’ di Pittsburgh hanno riferito oggi che da quando
questo regime, che mira a ridurre drasticamente e persino ad eliminare gli
immunosoppressori, e’ stato migliorato, alcuni trapiantati di intestino
tenue, un organo particolarmente facile al rigetto, stanno prendendo una
singola dose di anti rigetto una o due volte alla settimana.
Anche
molti trapiantati di rene, fegato e pancreas trattati con questa nuova
“filosofia” introdotta l’anno scorso, stanno assumendo dosi
settimanali minime.
Traduzioni
di Daniela
D'Onofrio dott. Giuseppe
Caparrotti, endocrinologo
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