diabete, , ,

 

 

 

 
COME SI DEFINISCE L'OBESITA'?


1. Qual’è la maniera più corretta di valutare la presenza di un eccesso di peso?
A. Confrontare il valore del peso misurato correttamente con il valore del “peso ideale” di ciascun individuo.
B. Utilizzare il peso per calcolare l’Indice di Massa Corporea e valutare se l’IMC ottenuto individua una condizione di sovrappeso o di obesità.
2. A cosa serve misurare la circonferenza della vita?
A. A valutare la presenza di un eccesso di peso
B. A valutare la distribuzione del grasso.
3.  Perché è tanto importante stabilire in un eccesso di peso se il tessuto adiposo ha distribuzione di tipo androide o ginoide?
A. Perché fra l’una e l’altra varia sensibilmente il rischio di sviluppare malattie
B. Esclusivamente per motivi estetici.
4. Dal 1995 al 2000 la frequenza dell’obesità fra la popolazione adulta in Italia è:
A. Diminuita del 50%.
B. Aumentata del 50%
5.  Le malattie che si associano all’eccesso di peso sono:
A. Diabete, ipertensione, infarto e ictus.
B. Diabete, ipertensione, infarto, ictus, calcolosi della colecisti, apnee notturne, impotenza, neoplasie.
6.  I soggetti che sono obesi da bambini:
A. Con lo sviluppo diventano sempre normopeso.
B. Nel 30-60% dei casi sono obesi anche da adulti
7.  Per soggetti con un eccesso di peso, qual è l’obiettivo più sano ed efficace per ciascun ciclo di calo ponderale?
A. Una riduzione del 5-10% del peso rispetto al valore di partenza.
B. Il raggiungimento del “peso ideale”.
8.  Perché si sviluppa un eccesso di peso?
A. Perché si introducono molte calorie con la dieta.
B. Perché le calorie introdotte con la dieta superano quelle consumate dall’organismo per tutte le sue funzioni.
9.  Quali sono le abitudini alimentari più efficaci per ottenere una sana e corretta riduzione del peso?
A. Quelle che prevedono una drastica riduzione delle calorie assunte, mediante una dieta ad elevato contenuto proteico.
B. Quelle che prevedono una riduzione progressiva delle calorie introdotte, mediante una dieta che contenga in proporzioni equilibrate zuccheri, proteine e grassi.
10.  Quale approccio aumenta le probabilità di successo in un cambiamento di abitudini di vita?
A. Costruendo la “storia” delle abitudini stesse e studiandole nel presente, per capire come modificarle.
B. Ignorando passato e presente e imponendosi nuovi comportamenti che sostituiscano i vecchi.
11.  Quali fra le seguenti componenti della dieta favoriscono lo sviluppo di un senso di sazietà più precoce e duraturo?
A. Grassi e zuccheri semplici.
B. Zuccheri complessi e proteine
12.  Quali sono i vantaggi della riduzione della sedentarietà, nell’ambito di un trattamento per il calo ponderale?
A. Solo quello di consumare più calorie.
B. Soprattutto quello di favorire il mantenimento e l’attività dei tessuti che consumano energia, oltre a quello di consumare più calorie e di controllare meglio l’ansia.
13.  Un farmaco utile, anche se non indispensabile in alcune fasi della terapia, è quello che abbia dimostrato la sua efficacia nel favorire l’assunzione di abitudini alimentari più sane e corrette che, a loro volta, inducano e mantengano nel tempo il calo ponderale?
A. Si.
B. No

  

 

 

 

Istituto per lo studio e la cura del diabete - Centro di diabetologia accreditato SSN
Regione Campania - Centro di Ricerca sul Piede Diabetico e sull'Educazione Alimentare
decreto n.315 del 19-12-2004
Via XXV aprile, complesso Ex Abetaia - Casagiove - 81022
 
ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
email: info@diabetologia.it      webmaster: Pietro Tatavitto, DAMA s.a.s.