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Il bellissimo volto della 

donna-faraone Hatshepsut

 

 

 

 

 

L'immagine al femminile dell'antico Egitto, potere e fascino mescolati nella medesima figura da sempre si incarna nella chiacchieratissima Cleopatra, in Nefertiti ed in Nefertari, moglie di Ramses II. Ma ora, dal pozzo senza fine delle scoperte riguardanti la civiltà del Nilo, emerge il profilo sempre più nitido e completo di un'altra donna dal nome impossibile, Hatshepsut, la quale rivendica una posizione di netta preminenza rispetto alle altre. Infatti non fu soltanto moglie di faraone, ma divenne lei stessa un faraone a tutti gli effetti. L'unico faraone di sesso femminile. E' un personaggio molto attuale per via di quel suo femminismo istituzionale antelitteram, destinato a suscitare un interesse sempre più vasto. Hatshepsut apparteneva alla XVIII dinastia e poteva avere dodici anni quando il padre morì e toccò a lei, già molto sveglia assistere e guidare il fratellastro Thutmosis II nel governo del regno. Dopo la morte del fratellastro, Hatshepsut si trovò così a fare da reggente per conto del figliastro ancora bambino e da lì iniziò la sua ascesa. Gradualmente, senza scossoni né colpi di mano, cioè con la fredda intelligenza di chi ha davvero il senso del potere, nell'arco di sette anni passò dalla condizione di regina con responsabilità di governo a faraone insediato formalmente con il crisma dell'ufficialità. I reperti archeologici documentano i vari momenti della straordinaria carriera fino all'incoronazione. Che una donna succedesse al trono era una palese anomalia che richiedeva una giustificazione ed una chiarificazione. A tale scopo venne inscenata la commedia della nascita divina da parte di Amon-Ra, che si unì in un sacro matrimonio con la regina madre, con l’espresso proposito di “mettere nel suo corpo” la figlia, sì che potesse “esercitare la sua benefica sovranità su tutto questo paese”. A Khnum venne dato l’incarico di modellare il suo corpo ed il suo ka, e la moglie di lui Heket le diede la vita. Nel tempio a lei dedicato a Deir el Bahari, Hatshepsut fece incidere sulle pareti della terrazza centrale una raffigurazione dell’accoppiamento tra il dio e la madre, perché testimoniasse della sua nascita divina. Si legge nel testo scritto intorno alla scena “Colei che si unisce con Amon, la prima tra le dilette, ecco, questo sarà il nome della figlia che aprirà il tuo grembo. Essa eserciterà un benefico potere su tutto questo paese, perché sua è la mia  anima, sua la mia volontà, sua la mia corona, in verità, sì che possa governare le Due Terre e guidare tutti gli esseri viventi”. Dopo essere stata riconosciuta con tutti gli onori dagli altri dei, e nonostante l’avversione del marito,figlio di Thutmose I, nato da una moglie di grado inferiore, che finché in vita rivendicava a sé il diritto al trono, Hatshepsut “bella a vedersi” e “simile a un dio” venne effettivamente incoronata da suo padre effettivo Thutmose I ad Heliopolis e salì al trono al cospetto di Amon-Ra e alla presenza dei nobili e dei funzionari dello stato che le resero omaggio. Il suo regno coincise con un'era positiva dell'Egitto. lanciò ambiziosi programmi di edilizia e aprì le frontiere, creando per la prima volta un sistema di pacifici scambi commerciali fra i Paesi. Una delle imprese più ardite intraprese dalla regina fu il viaggio verso la misteriosa terra di Pount, da cui tornò carica di ebano, zanne di elefante e incenso.

Adattamento a cura di Paola Maida e Marianna Tatavitto                               "Oggi" del 14/08/2002, Dino Satriano


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ultimo aggiornamento domenica 27 giugno 2010 12.48.49
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