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LA TERAPIA DELLA DISFUNZIONE
ERETTILE
La disfunzione erettile non
è un dramma: le terapie possibili sono tante e spesso efficaci.
Gli esami diagnostici e la
storia clinica, permettono al medico di consigliarci una terapia
adatta. Le terapie possono essere di vario tipo seconda delle cause del
disturbo.
Il trattamento
terapeutico può essere articolato in diverse soluzioni e deve sempre
prevedere le eventuali terapie per le patologie connesse o sottostanti
di tipo organico riguardanti altri organi siano essi genitali o di altri
distretti: queste andranno risolte o riequilibrate prima o in
contemporanea al trattamento
specifico per la disfunzione erettile
TERAPIA
Le cure contro la
disfunzione erettile si basano essenzialmente su:
-
l’eventuale
aggiustamento della posologia dei farmaci assunti per la cura di altre
patologie
-
la correzione di
stili di vita che possono influire sull’impotenza, quali il fumo,
l’obesità, il consumo di alcool .
-
l’assunzione di
farmaci specifici per la disfunzione erettile
-
l’utilizzazione di
strumenti meccanici che favoriscono
l’ingrossamento del
pene
-
l’utilizzazione di
protesi
Terapia sessuologica
un significativo numero di
uomini sviluppa una disfunzione erettile su base psicologica e/o
comportamentale e/o relazionale, le cui ragioni devono essere sempre
poste in risalto con un lavoro di recupero della comunicazione di
coppia; molto spesso e’ necessario l’intervento dello psicologo.
Terapia farmacologica orale
Sono stati sviluppati una
serie di farmaci che garantiscono una elevata efficacia.
-
In Italia, il
primo inibitore della PDE5 (PDE5i - la lettera "i" sta per inibitore,
appunto) fu introdotto in commercio nel 1998. Si trattava del
Sildenafil.
Negli anni successivi si sono aggiunti altri due farmaci: il
Vardenafil
ed il Tadalafil.Il
meccanismo d'azione è simile per tutti e tre, e tutti hanno dimostrato
di essere efficaci e ben tollerati.
Dal 1998 ad oggi, milioni
di pazienti in tutto il mondo hanno assunto inibitori della PDE5,
dimostrando che si tratta di farmaci sicuri, anche se assunti
ripetutamente e nel lungo periodo, purché si rispettino le avvertenze e
le controindicazioni riportate sul foglietto illustrativo. È
assolutamente necessario che il loro utilizzo avvenga sotto la guida ed
il controllo di un medico.
Terapia farmacologica ormonale
Somministrazione di ormoni
nei casi di disfunzione ormonale, quando vengono rilevate riduzioni dei
livelli di gonodotropine ipofisarie nel sangue e di testosterone con
conseguente riduzione della libido.
Terapia farmacologica
autoiniettiva
L’autoiniezione comporta
l’impiego di un ago sottile e corto per iniettare il farmaco
direttamente in uno dei corpi cavernosi, subito sotto al glande e
lateralmente;
Si
somministrano farmaci in grado di riprodurre chimicamente i meccanismi
che generano l'erezione. Questi principi attivi agiscono determinando il
rilassamento della muscolatura liscia del pene. Tra le sostanze più note
ci sono la papaverina e la prostaglandina E-1 con alcune
controindicazioni. Poiché la via è iniettiva, va posta particolare
cautela nella disinfezione e l’iniezione ripetuta con elevata frequenza
potrebbe dare luogo a cicatrici retraenti o reazioni fibrose con innesco
di IPP (induratio penis plastica).
Dispositivi meccanici
Vengono applicati
esternamente ed agiscono in modo meccanico. Sono il vacuum devices e il
venus flow controller. Il primo è un sistema a pressione negativa
costituito da un cilindro in cui va introdotto il pene ancora flaccido;
il sangue viene richiamato dalla depressione e trattenuto grazie ad un
elastico generalmente applicato alla base del pene. Deve essere rimosso
al massimo dopo 30 minuti, per evitare il rischio di lesioni da
compressione ; Il secondo sistema è un semplice laccio di gomma posto
alla base del pene che impedisce il deflusso venoso.
Protesi peniene
intracavernose
sono indicate quando la
disfunzione erettile non può essere trattata o non si ottengono
risultati chiaramente positivi con i trattamenti precedenti e dopo aver
risolto le patologie collaterali;
Negli ultimi anni le protesi peniene sono migliorate molto in termini di
efficacia e affidabilità e ne esistono diverse tipologie per soddisfare
le esigenza di tutti i pazienti.
Si
possono classificare in due grandi gruppi::
-
protesi semirigide (malleabili o meccaniche)
-
protesi idrauliche (tricomponenti e bicomponenti)
Le
protesi idrauliche tricomponenti offrono i migliori risultati in termini
di soddisfazione da parte dei pazienti. Consentono di passare da uno
stato di flaccidità del pene ad uno stato di rigidità completa.
Rappresentano quindi la soluzione migliore soprattutto per pazienti
giovani (< 70 anni), con una buona manualità, che desiderano una
erezione quanto più simile alla erezione naturale.
Le
protesi semirigide sono invece protesi fisse che possono essere
orientate dal paziente ma che non possono variare lo stato di rigidità.
Hanno il vantaggio di essere molto semplici da impiantare e di avere
costi sensibilmente minori delle protesi idrauliche.
Sono quindi indicate nei pazienti più anziani o nei pazienti paraplegici
che non hanno la manualità necessaria per gestire le protesi
idrauliche.Le complicanze maggiori sono rappresentate dalle infezioni e
dai danni meccanici.
Le
protesi assicurano una piena soddisfazione sessuale della coppia ;
desiderio, eccitazione, sensibilità ed eiaculazione rimangono
inalterate. La loro azione è quindi esclusivamente meccanica e, proprio
per questo, l’attività sessuale, quando si desidera, può continuare
anche dopo l’orgasmo
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