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I bambini possono
seguire una dieta esclusivamente vegetariana?

È uno di quei
quesiti in cui le tesi contrapposte non trovano alcun punto d’incontro. I vegetariani
sostengono che non vi è alcun pericolo ma i nutrizionisti la pensano
diversamente, tra cui Lindsay Allen, ricercatrice californiana, che ha
presentato i risultati di uno studio condotto su più di 500 bambini,
sostiene che solo una dieta completa è in grado di prevenire deficit di
vitamina B12, zinco e ferro, elementi essenziali per la crescita (ma non
solo) rintracciabili solo in cibi di origine animale (è vero che i
legumi e alcune verdure contengono ferro ma questo si trova in una forma
scarsamente bio-disponibile). Inoltre solo le proteine animali sono ad
alto valore biologico ovvero contengono tutti gli amminoacidi essenziali
per la crescita ed il ricambio cellulare (neanche l’associazione
legumi+cereali, nei bambini, riesce a soddisfare questo fabbisogno). Un altro
ricercatore olandese, Marijkie van Dusseldorp, ha osservato che bambini
a dieta vegetariana fino all’età di 6 anni, a causa della carenza di
vitamina B12, manifestavano deficit cognitivi irreversibili. Gli esperti
concordano sul fatto che la base della corretta alimentazione sia
rappresentata dai cibi di origine vegetale ma che l’aggiunta di piccole
porzioni di cibi di origine animale o della pesca sia assolutamente
indispensabile. È la dose, infatti, che rende tali cibi potenzialmente
dannosi. Quindi, si ad
una dieta vegetariana che però comprenda anche uova, latte e suoi
derivati (da cui si ricava anche la vitamina B12) ma, le donne in età
fertile, i bambini ed i soggetti affetti da patologia, nel metterla in
atto dovranno farsi seguire da un nutrizionista al fine decidere
eventuali integrazioni nutrizionali, ferro e zinco in particolare.
Vegetariani,
crudisti, fruttariani, macrobiotici, pescetariani: cinque tribù, ognuna
con la propria ideologia alimentare.
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dott. Daniele Cirillo, nutrizionista
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